Classi di socializzazione

Si intendono Classi di socializzaizione, per definizione, gli incontri in area recintata di cani liberi da guinzagli e vincoli con età compresa dai 2 ai 4 mesi. Questo è infatti il periodo in cui avviene la socializzazione nei cuccioli.

Gli altri incontri tra cani il cui intervallo di età non sia quello appena indicato, si chiamano Classi di comunicazione, sottointendendo che vi partecipino cani che sappiano comunicare.

Le classi sono degli incontri tra cani liberi in area recintata in cui i padroni stanno a guardare i loro comportamenti e modi di agire; si possono così leggere ed individuare segnali calmanti o comportamenti di aggressività.

Per organizzare correttamente le classi è necessario non commettere alcuni fondamentali errori che si potrebbero rivelare fatali:

  • organizzare classi composte da un cucciolo e molti adulti; il cucciolo infatti sarebbe terrorizzato mostrando in continuazione segni di sottomissione (spanzamento, etc) poichè in natura una tale distribuzione di soggetti ed età sarebbe possibile sono in caso il cucciolo fosse una preda e gli adulti fossero a caccia; i cuccioli vivono insieme agli altri cuccioli della cucciolata e hanno contatti con i soli genitori come soggetti adulti o al massimo con i cuccioloni fratellastri della generazione precedente; da loro imparano i segnali calmanti, a giocare limitandosi nelle interazioni e la dominanza e sottomissione come regole per rispettare la gerarchia;
  • organizzare classi con cuccioli e cuccioloni di taglia e peso molto diversi tra loro; questo potrebbe infatti portare a problemi di scontri fisici e investimenti involontari con conseguenze fisiche per gli uni e gli altri; i cani di taglia piccola rischiano perchè quelli di taglia grande possono cadergli addosso e con il loro peso provocargli fratture etc; quelli di taglia grande per imitare i moviemnti agili di quelli di taglia piccola potrebbero sforzarsi di fare moviemnti o salti nona datti alla loro struttura che in quel periodo è in piena formazione, con conseguenze come lussazioni, fratture o distorsioni;
  • organizzare classi con cani tutti adulti che non parlano la stessa lingua; ovvero che appartenendo a stadi neotenici diversi, non usano i segnali calmanti allo stesso modo e rischiano di non capirsi, con conseguenze anche gravi; così un lupo cecoslovacco messo in recinto con dei terrier bull, si troverebbe a mandare segnali calmanti con la eleganza e la compostezza del lupo, che resterebbero però inascoltati dai bull che sono invece molto fisici nella comunicazione e che lo aggredirebbero senza problemi; con la conclusione che il lupo cecoslovacco uscirebbe dal recinto oltre che aggredito fisicamente anche con l’errata convinzione che inviare segnali calmanti non serva a nulla, e quindi non riproponendoli piu in futuro in altri incontri anche con altri cani perchè non utili ad evitare lo scontro, ed imparando invece che l’unico modo è attaccare per primo per evitare di essere mangiato vivo;

Per la corretta comunicazine di cani appartenenti a stadi neotenici diversi è necessario che la socializzazione avvenga durante il periodo che va dai 2 ai 4 mesi, e che questi incontri sebbene saltuariamente, si ripropongano durante la fase di crescita per confermarne l’importanza.

La socializzazione è per i cani innaturale e forzata poichè in natura tra i lupi non avviene incontro tra adulti che non sia per lotta per il territorio o per il cibo. Ogni branco delimita il territorio con urina e ululati e nessuno si sogna di varcare le soglie. Casi eccezionali possono essere i gruppi di lupi adulti appartenenti a diversi branchi che si uniscono e collaborano per cacciare prede enormi che invadono i territori di entrambi.

Quando noi organizziamo classi di socializzazione di cani adulti costruiamo forzatamente dei gruppi sociali innaturali, che i cani accettano perchè ormai son ben lontani dai comportamenti dei lupi e hanno accettato la collaborazione con l’uomo.

La corretta classe di socializzazione quindi è costituita da cuccioli tra i 2 ed i 4 mesi, e un adulto competente (che sappia comunicare bene, usare bene i segnali calmanti, e intervenire in caso di eccessi dei cuccioli). Ed è importante farvi partecipare i vostri cuccioli poichè a differenza di ciò che avviene in natura, i cuccioli da allevamento sono separati dalla madre naturale e dai fratelli a partire dai 2 mesi di età e quindi non ricevono gli insegnamenti necessari ad imparare la comunicazione correttamente. Quindi è compito del nuovo proprietario fare in modo che questa lacuna venga colmata.

Come Riconoscere i Segnali dell’aggressività

Negli ultimi tempi si sono moltiplicati i dibattiti riguardanti le cosiddette “razze pericolose”, senza valutare due aspetti fondamentali:

  1. I motivi che spingono il cane a essere aggressivo
  2. I vari tipi di aggressività

Premesso che l’aggressività è una componente normale del comportamento canino, molto spesso diventa inaccettabile e pericoloso per te e per gli altri.

L’aggressività dipende da molti fattori, tra cui:

  • Comportamento istintivo (fattore genetico)
  • Razza
  • Ambiente in cui il cane è cresciuto
  • Età del soggetto ed età di adozione
  • Sesso
  • Stagioni
  • Condizioni fisiche e psicologiche
  • Educazione

I tipi di aggressività:

1. da dominanza o gerarchica
2. da paura
3. da irritazione
4. intraspecifica
5. predatoria
6. territoriale / protettiva
7. da dolore
8. materna
9. reindirizzata (o rediretta)
10. idiopatica

 

1.Da Dominanza o Gerarchica

Non è ne buona ne cattiva perché dovuta al fatto che il cane è un animale che vive in branco; è detta sociale proprio per la natura del cane.

La famiglia è, per il cane, un branco a tutti gli effetti.

È il problema comportamentale più frequente; non dipende dalla razza e spesso è dovuta al fatto che il cane si sente il leader del branco e si comporta come tale.

Se è lui a decidere quando giocare (ti porta il gioco e poi abbaia insistentemente); ti salta addosso; a volte monta la tua gamba (segno estremo di dominanza); se si ribella ai tuoi ordini e alle punizioni; non accetta da te carezze, costrizioni e manipolazioni (esempi di gesti “dominanti”), allora il tuo cane ha questo tipo d’aggressività.

Insomma ti fa capire che è lui che comanda. Devi essere tu a fargli capire che non è così, comportandoti da Leader.

Per non parlare poi di tutti quei segnali di conferma che noi stessi diamo ai nostri cani: li facciamo dormire sul letto, diamo loro il mangiare prima di noi e gli diamo tutto ciò che vuole. Lo facciamo sentire un leader. Per questo Devi ristabilire la gerarchia!

È più frequente nei cani maschi non castrati, quindi un consiglio è di castrarlo appena i sintomi di aggressività si manifestano; questa pratica non elimina il comportamento ma lo rende meno intenso.

È presente soprattutto in animali tra i 18 e 24 mesi (periodo in cui si evidenziano i primi scontri per stabilire la gerarchia nei branchi).
Devi ricordarti una cosa molto importante: non usare la forza e la prepotenza con lui, aggraverebbe il suo comportamento.

 

2.Da Paura

Il cane che si sente minacciato, è impaurito e cerca di scappare da ciò che gli fa paura e se non può scappare, diventa aggressivo. (vedi le 5 F)

Spesso è dovuta a esperienze negative vissute o a una cattiva socializzazione.

Puoi riconoscerla perché il cane, inizialmente, sarà pauroso e schivo ma con il tempo diventa sempre più sicuro e potrebbe attaccare.
La prepotenza non funziona.

 

3.Da Irritazione

Un cane irritato diventa aggressivo.

la cosa che lo irrita potrebbe essere un problema fisico, quindi un consiglio che posso darti è quello di portarlo dal veterinario, per escludere un problema di salute.

 

4.Intraspecifica o Tra cani

Si tratta di un’aggressività anch’essa legata alla dominanza tra due cani; può riguardare sia cani che vivono nella stessa casa sia cani che non si conoscono. È un comportamento naturale che può diventare un problema perché molto pericoloso.

Tra cani che vivono insieme è più frequente tra le femmine; probabilmente non si è ancora stabilita una gerarchia. Tutto qua.

Tra soggetti che non si conoscono è più frequente tra maschi; influiscono su questo atteggiamento gli ormoni sessuali maschili, per questo il consiglio più in voga è la castrazione.

 

5.Predatoria

È diretta verso una “preda”, che questa sia una persona, un oggetto o un altro animale.

di solito questa preda è in movimento. È un comportamento istintivo un pò esagerato rispetto al normale.

 

6.Territoriale/Protettiva

Ha lo scopo di difendere il proprio territorio, ma soprattutto la sua famiglia.

È frequente soprattutto nei maschi giovani e perché legata alla dominanza. Devi fargli capire che non c’è bisogno che protegga la tua casa, perché sei tu che lo fai per lui. Se tu il protettore.

E’ un atteggiamento naturale.

 

7.Da Dolore

È provocata da un dolore ed è frequente soprattutto dai cani anziani. Attaccano lo scocciatore che li disturba.

 

8. Materna

Le femmine diventano molto aggressive durante la gravidanza e dopo il parto.

È una forma di difesa verso i neonati; non deve essere curato perché è un comportamento completamente naturale e di solito cessa dopo lo svezzamento. Non tutte le femmine però sono aggressive, specialmente con te che sei il suo padroncino.

 

9.Rediretta o Reindirizzata

Lo dice la parola stessa: quando il cane vuole attaccare “qualcosa o qualcuno” (come un altro cane o un individuo estraneo), il cane tende ad aggredire il soggetto che fa da ostacolo e che si interpone tra lui e l’oggetto.

Non devi avvicinarti al tuo cane, rischi di essere aggredito.

 

10.Idiopatica o Sindrome del Dr. Jekyll e Mr. Hide

E’ chiamata così perché non si sa a cosa è dovuta e quindi è totalmente imprevedibile.

Non ha un’origine spiegabile.

E’ frequente in alcune razza quali il Cocker Spaniel fulvo, potrebbe esserci una predisposizione genetica.
È una forma rarissima per fortuna.

È difficile da diagnosticare e colpisce animali tra 1 e 3 anni.Un miglioramento purtroppo è molto raro.

 

Cosa fare:

Non usare la forza, peggiora solo il rapporto con il tuo cane e non serve a niente
se hai un cane maschio, valuta l’alternativa della castrazione
I percorsi di “riabilitazione” sono una valida soluzione solo se hai fiducia in te stesso e nel tuo cane. Tu sei il suo migliore amico e devi essere pronto a impegnarti per aiutarlo a diventare un “cane migliore”
Cercare di essere un leader e un capo, sicuro ma affettuoso
Educa il cane fin da piccolo, lui si fida di te
In casi di aggressività intensa e grave, mettiti in contatto con un addestratore cinofilo specializzato in comportamenti aggressivi. Ti saprà guidare nel modo giusto

(fonte: abbaiandosimpara.wordpress.com)

Aggressività e comportamenti aggressivi

Il comportamento di aggressione è stato definito in etologia come una minaccia o un atto fisico contro l’equilibrio psichico e fisico di un individuo. 

Un’altra definizione precisa che “tutti i comportamenti che hanno come risultato il costringere un altro individuo a rimanere a distanza, sia in termini di spazio, sia di contatto sociale, possono essere definiti aggressivi anche se non si verifica alcun danno fisico”.

Una minaccia può essere considerata un’aggressione in cui si verifica una forte enfatizzazione della fase iniziale del comportamento aggressivo e un‘inibizione della fase finale.
In un aggressione vera e propria invece, si ha una contrazione della fase di minaccia, una scarsa o assente comunicazione dell’intento aggressivo e la disinibizione della fase finale.

Nell’introduzione del suo libro “Le chien agressif” Joel Dehasse scrive:

“La credenza popolare descrive il cane aggressivo come un cane cattivo, dominante e responsabile di azioni intenzionalmente malvagie. Ma il cane aggressivo è tutt’altro.
Può essere difensivo o offensivo, controllato o meno, prevedibile o imprevedibile… può pinzare o mordere forte… può anche essere seducente e affettuoso, può prendere iniziative e aiutare le persone in caso di bisogno. Un cane aggressivo ha molte sfaccettature”.

Con questo passaggio Dehasse vuole spiegarci che un cane può manifestare un comportamento di aggressione in diversi modi, per diversi motivi, con diverse intenzioni e, se vogliamo realmente prevedere, prevenire e comprenderele sue motivazioni, dobbiamo svolgere un’analisi molto attenta delle cause e dell’espressione delle sue intenzioni.

L’aggressività è un’espressione dell’etogramma canino (insieme dei comportamenti naturali che caratterizzano una specie). Il problema non è quindi l’aggressività, bensì l’espressione di comportamenti di aggressione in situazioni che potrebbero essere affrontate in un modo completamente differente.

Non dimentichiamoci che la maggior parte delle aggressioni avviene in ambiente domestico e le vittime sono solitamente persone note al cane.
Una maggiore conoscenza dei bisogni del cane, delle caratteristiche etologiche e specifiche di razza e del suo modo di comunicare sono fondamentali per evitare spiacevoli incidenti.

(fonte: www.networkdacani.it a cura di Katia Galbiati – medico veterinario – www.asdtambra.it )

Il guinzaglio

Di solito il problema del cane che tira al guinzaglio si manifesta già quando il cane è cucciolo ed è una naturale abitudine del piccolo.

 

Il problema è che molti proprietari inesperti ritengono questo comportamento una normalità e non lo prendono con la dovuta importanza, sottovalutando che il cucciolo in pochi mesi diventerà un cane adulto di oltre 30/35 Kg.

 

I motivi di questo comportamento sono tanti, ma partono tutti dal grado gerarchico in cui il cane si pone verso il padrone: il cane non vede il proprietario come leader e ritiene che le sue decisioni hanno poco valore!

 

Se fate un’escursione in montagna con una persona e durante il cammino notate che questa non conosce bene il percorso o è titubante, la cosa più naturale è quella di prendere l’iniziativa (potere decisionale = capo branco)

Inoltre ci possono essere altri motivi che influenzano il comportamento del tirare (l’età, il carattere, la paura o l’aggressività, il proprietario).

 

Per insegnare al cane a non tirare al guinzaglio e rendere la passeggiata più piacevole, senza tornare a casa con un braccio più lungo dell’altro, per prima cosa dobbiamo rendere questo comportamento il più vantaggioso e piacevole per il cane.

L’utilizzo di collari a strozzo, semi strozzo o strattonare il cane in continuazione non gli insegna a non tirare, ma gli insegna ad avere paura del guinzaglio .

 

Con un bambino, se ci stiamo avvicinando al parco e notiamo un’altro bambino nelle vicinanze e lui inizia a tirare, noi non lo strattoniamo per il braccio, ma gli facciamo capire che se cammina vicino a noi senza tirare oltre ad arrivare al parco gli compreremo anche un gelato!!!

Con il cane si può considerare la stessa situazione e ci dovremo comportare allo stesso modo … tu non tiri e io ti do un premio (bocconcino)

 

È meglio usare i bocconcini che si trovano anche sfusi nei negozi invece delle crocchette che abitualmente mangia, in modo da stimolarlo con qualcosa che ha un sapore diverso dal mangime e in più sono meno secchi.

 

Scegliete un luogo tranquillo privo di distrazioni, prendete una bella scorta di bocconcini, legate al guinzaglio il cane e nello stesso momento rinforzate con il bocconcino, in modo che l’esperienza del guinzaglio si positiva.

 

Camminate con un passo normale e ogni volta che il guinzaglio non è in tensione rinforzate con un premio il cucciolo, cercate di tenere il cane a sinistra e mantenete la vostra scelta. In breve tempo il vostro cucciolo imparerà a stare vicino ai vostri piedi perché è molto conveniente per lui.

 

Se il cane è già adulto, ogni volta che il vostro cane vi precede e tira, fermatevi e gli date le spalle.

 

A questo punto il cane ha 2 possibilità:

 

1) Tirare ancora di più per portarvi dove vuole lui (ovviamente non dovrà mai riuscirci, quindi restate fermi ben saldi ma senza strattonare il guinzaglio);

 

2) Scegliere di venire nella vostra direzione, in quel preciso momento dovete rinforzare con un bocconcino.
Ripetete ogni volta che accade la sequenza descritta e con molta pazienza e costanza otterrete il risultato desiderato.

 

(Fonte: www.mylabrador.it)

Attrezzatura minima occorrente

L’attrezzatura minima occorrente per addestrare un cane è:

  • portabocconi
  • premietti
  • clicker
  • palla o treccia
  • guinzaglio da addestramento
  • pantaloni lunghi e scarpe chiuse

 

Portabocconi

E’ un sacchettino di stoffa plastificata grande in media quanto la mano, con l’apertura elastica o con laccetto; quelli con apertura elastica una volta tolta la mano si richiudono da sé ed evitano di far cadere per errore bocconi in terra durante l’addestramento; quelli con laccetto vanno aperti e chiusi manualmente con due mani;

ha un gancio che permette di fissarlo alla cinta o tasca dei pantaloni, o una fascetta che permette di inserirlo nella cintura o altra fascia da portare attorno al ventre annodata.

 

Premietti

Sono del cibo di dimensioni piccole ma non troppo, non deve masticare ma neanche aspirarlo e affogarsi;

si deve usare solo durante l’addestramento, non deve essere quindi il cibo che mangia normalmente;

deve essere gustoso e appetitoso tanto da invogliare il cane al lavoro;

non deve essere secco da portare il cane ad aver bisogno di interrompere la sessione per bere;

 

Clicker

Il clicker è una scatoletta di plastica con dentro una linguetta metallica da far scattare con le dita mentre lo si tiene in mano;

questo scattare produce un suono netto, sordo, non prolungato, e sempre uguale;

questo aiuta il cane in addestramento perché facilita la comunicazione dando indicazioni su quale sia il comportamento esatto da noi desiderato;

 

Palla o treccia

Sono i giochi usati più di frequente, ci sono cani a cui piace di più la palla ed altri a cui piace di più la treccia;

servono a far scaricare al cane l’eventuale stress accumulato nella sessione di addestramento e contestualmente permettono di migliorare la relazione con il cane in modo da non creare conflitti dovuti all’addestramento;

 

Guinzaglio da addestramento

A differenza del guinzaglio tradizionale è un guinzaglio lungo il doppio e con più anelli cuciti in mezzo e moschettoni da entrambi i lati;

questo permette di variare la misura della lunghezza del guinzaglio a seconda dell’esercizio che dobbiamo fare;

è molto utile per fare per esempio i resta in zone non recintate;

in casi particolari si può sostituire con la lunghina;

 

Pantaloni lunghi e scarpe chiuse

E’ necessario portarli in tutte le stagioni poiché spesso il cane per stress o sua abitudine può saltarci addosso per ottenere il premietto più facilmente che mostrando il comportamento o tentare di mordere piede o polpaccio;

 

L’Olfatto e l’attivazione mentale

Gli esercizi di attivazione mentale sono esercizi proposti al cane in cui questo deve risolvere un problema per trovare la soluzione ed arrivare al meritato premio.

Gli esercizi vanno posti al cane in ordine crescente di difficoltà partendo da quelli realmente molto semplici per incentivare così il cane a risolverli e arrivare alla soluzione e quindi al premio. Iniziando da quelli facili il cane sarà automaticamente auto premiato e aumenterà la sua autostima e sicurezza, abbassando i suoi livelli di stress e imparando a concentrarsi sempre di più.

Questo permetterà di risolvere poi via via gli esercizi più complessi, con l’uso anche parziale di comportamenti acquisiti dalla soluzione degli esercizi precedenti perché questi sono stati favorevoli alla soluzione del problema.

L’attività mentale del cane impegna energie 10 volte di più di quella fisica. Quindi molto spesso questi esercizi vengono proposti al cane durante le giornate di pioggia in cui non si può fare la lunga passeggiata fuori, per impegnarlo mentalmente e fargli consumare così le energie che normalmente consuma facendo una lunga passeggiata o corsa o esplorando e annusando odori nuovi.

Ma questi esercizi non sono da confondere con esercizi che servono per tenere il cane impegnato mentre facciamo altre attività! Infatti al cane questi esercizi devono essere proposti in nostra presenza, non si deve mai lasciare un cane da solo a risolvere un problema con l’attivazione mentale.

Gli esercizi vanno risolti completamente e solamente dal cane, non gli si deve suggerire come fare, nè indicando con gesti né verbalmente dando comandi altrimenti il cane starà eseguendo un comportamento sotto condizionamento.

Il cane deve semmai già possedere delle conoscenze di base, cioè i singoli comportamenti necessari per sbloccare l’esercizio, ma deve decidere lui autonomamente quale usare e quando, imparando poi dalla sua stessa esperienza la convenienza dell’usarne uno o l’altro a seconda dei casi che gli si presentano davanti.

A questo scopo il cane va preparato prima all’apprendimento, tramite condizionamento, dei comportamenti base da poter applicare durante gli esercizi. Questo può essere fatto tramite condizionamento utilizzando il clicker.

Così gli si può insegnare a tirare una cordicella afferrandola con gli incisivi, o a sbattere la zampa anteriore su una leva, o a spingere con il muso qualcosa, o a tirare a sé qualcosa facendo il movimento con le zampe anteriori come se scavasse la terra, e così via.

Questi comportamenti poi una volta appresi, possono essere riproposti dal cane in qualunque situazione lui ritenga sia valido usarli allo scopo di raggiungere il premio.

Il cane non va incitato, e non gli va fatta fretta, solo perchè per i nostri canoni un esercizio è facile da risolvere non vuol dire che lo sia anche per lui.

Ogni cane è diverso, ognuno ha i suoi tempi. Anche due cani che conoscono gli stessi comportamenti di base, posso scegliere di risolvere lo stesso esercizio usando due comportamenti diversi, entrambi efficaci per arrivare allo scopo.

Questo fa parte dell’esperienza di un cane. Se quel comportamento è risultato utile più volte di un altro allo scopo di arrivare al premio, il cane lo riproporrà più spesso.

Se ogni volta che si presenta una cordicella è stato utile afferrarla con i denti e tirarla per risolvere il problema,il cane lo riproporrà come primo comportamento perché la sua esperienza gli dice che è il più valido allo scopo.

Gli insegnamenti acquisiti dal cane grazie alla esperienza diretta con il problema e soprattutto alla necessità di dover trovare dal solo la soluzione (attivazione mentale), sono comportamenti che nella memoria del cane sono più facilmente accessibili per utilizzi futuri, rispetto a quelli appresi con condizionamento (click premio) che spesso necessitano di esercizi di ripetizione per il loro mantenimento.

In tutto questo come viene usato l’olfatto dal cane?

Mentre si preparano i giochi, il cane sa già, perchè lo sente con il suo naso, che tipo di premio stiamo usando, e guardandoci inserirlo nel vano da scoprire, sa anche dove questo sia.

Così una volta messo di fronte all’esercizio il cane non deve usare l’olfatto per trovare il cibo, perchè già sa dov’è e cos’è. Non deve fare ricerca olfattiva come per mantrailing etc.

Deve invece usare il cervello per pensare a come fare per arrivarci.

Da questo punto di vista quindi più che con l’olfatto gli esercizi di attivazione mentale si risolvono usando la vista, cioè il cane vede un tubo e pensa alla pallina che gli scorre dentro, vede un cassettino con la cordicella sul manico e pensa a tirarla per aprirlo.

E tutto questo ragionamento per il cane è sempre più fluido ed ovvio quanto più spesso il cane è stato messo di fronte ad un esercizio di questo tipo per risolverlo.

Un cane che non ne ha mai fatti ed è abituato a ricevere il cibo dalla mano del padrone, anche davanti ad uno scolapasta capovolto con dentro un premietto è capace di sedersi e guardare il proprietario scodinzolando chiedendo di prendere il cibo per darglielo in bocca!

 

La Cinofilia Ufficiale

Il CONI, emanazione del Comitato Olimpico Internazionale (CIO), è autorità di disciplina regolazione e gestione delle attività sportive nazionali.

Il Comitato Olimpico Nazionale Italiano, Ente pubblico cui è demandata l’organizzazione e il potenziamento dello sport nazionale, promuove la massima diffusione della pratica sportiva.

 

 

 

 

 

 

Dopo le ultime modifiche normative del Decreto Legislativo 8 gennaio 2004 (n. 15), è la Confederazione delle Federazioni Sportive e delle Discipline Associate. Fondato il 9 e 10 giugno del 1914 a Roma in via permanente, oggi il CONI è presente in 102 Province e 19 Regioni, riconosce 45 Federazioni Sportive Nazionali, 19 Discipline Associate, 14 Enti di Promozione Sportiva Nazionali e 1 territoriale, 20 Associazioni Benemerite.

A questi organismi aderiscono circa 95.000 società sportive per un totale di circa 11 milioni di tesserati (Fonte Istat e Censis).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Lo CSEN

Centro Sportivo Educativo Nazionale

FINALITA’

  • Persegue uno scopo promozionale e di propaganda sportiva di alto valore sociale.
  • Contribuisce allo sviluppo della pratica sportiva ed alla realizzazione dell’obiettivo di uno sport per tutti e di tutti.
  • Crea le condizioni di un più largo sviluppo della educazione fisica, dello sport e della salute.
  • Collabora con il C.O.N.I. e le Federazioni Sportive, con la Scuola, con le Regioni e gli Enti Locali, con le forze sociali e politiche e con le libere associazioni di altri Paesi.
  • Stimola la crescita delle Società Sportive.
  • Opera su tutto il territorio nazionale senza fine di lucro.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Lo CSEN si occupa di diverse discipline:

KARATE, CINOFILIA, SOFTAIR, CALCIO, DANZA, GINNASTICA AEROBICA, GINNASTICA PROMO-GYM, GINNASTICA RITMICA, GINNASTICA ARTISTICA, NUOTO – PALLANUOTO – ATTIVITA’ NATATORIE, JUDO, PALLAVOLO, JU JITSU, EQUITAZIONE, PALLACANESTRO, KITESURF, SPORT INVERNALI, TENNIS, ATLETICA LEGGERA, TAEKWONDO, ACTION SHOOTING, AIKIBUDO, AIKIDO, ARTI MARZIALI TECNICHE  OPERATIVE A.M.T.O., ATTIVITA’ CIRCENSI, ATTIVITA’ VENATORIA E CINO-VENATORIA, BACHATA FUSION, BASTONE SICILIANO, BENCH PRESS / BODY BUILDING, BRACCIO DI FERRO, BUBBLE SOCCER, BURRACO E GIOCHI DA TAVOLO, BUSHIDO, CALCIO BALILLA, CALCIO FREESTYLE, CALCIO-TENNIS, CANOA, CICLISMO, DANZE FOLK, DANZE ORIENTALI, DIFESA PERSONALE, DYNAMIC POWER FIGHTING SYSTEM, DYNAMICS KUNG FU, FALCONERIA, FAT BIKE – TRIAL BIKE FREESTYLE, FYT SUP, FITNESS, FITNESS DISABILI, FITNESS EVENTS, FITNESS MUSICALE, FUORISTRADA, HAKKORYU JU JITSU, HAPKIDO, HASHITA, HOCKEY SU PRATO, INDOOR CYCLING, JAZZERCISE, JUDO FREESTYLE, KALI FILIPPINO, KALI KALASAG, KANGOO JUMPS, KAPAP – Krav Maga, KARATE – Kyokushinkai, KARATE TMA, KARATE Vitale a tecniche compresse, KENDO – laido-Naginata-Kyudo, KOBUDO, KRAV MAGA, KYUSHO – RYUKYU KEMPO, KUNG FU (SHAOLIN-TAI CHI CHUAN), LASERTAG, MOTO TURISMO, MOTOCICLISMO, MULTISPORT, NORDIC WALKING, OUTDOOR, PAINTBALL, PALLA GROSSA, PANKRATION, PARANZA CORTA SICILIANA, PARCHI AVVENTURA, PARKOUR, PATTINAGGIO A ROTELLE, PESCA SPORTIVA, POLE DANCE, PUGILATO, SANDA, SAMBO, SCHERMA, SCI ALPINO – SCI D’ERBA, SNOWBOARD, SPORT DA COMBATTIMENTO, SPORT DISABILITA’ INTELLETTIVE E RELAZIONALI, SPORT FLUVIALI ,SPORTS CHANBARA, SURVIVAL, TAKEMUSU JU JITSU, TAIJIQUAN CHEN XIAOJIA, TAMASHII RYU JU JITSU – Metodo Bianchi Moderno (TRJJ MBM), TANG SU DO, TANG SOO DO, TENNIS, TENNISTAVOLO, TIRO STATICO E DINAMICO A LUNGA DISTANZA, TIRO CON L’ARCO, TIRO RAPIDO SPORTIVO, TIRO SPORTIVO OPERATIVO, TONG YUAN WUSHU, TRIATHLON, VIDEOGAMING, WARPEDO, YOGAEIRA, WUSHU – KUNG FU

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Discipline:

Disc Dog, Sport Acquatici, Cani-Cross, Dog Balance, Treibball, Agility Dog, Mantrailing, Sheepdog, Flyball, Giovane Conduttore CSEN, Soccorso Sportivo in Acqua, Dog Trekking, Area Formazione, Obedience, Proprietario Cinofilo Responsabile, Sleddog, Dog Dance, Pet Therapy, Rally Obedience, Toelettatura Sportiva

 

 

Agility dog

L’Agility, disciplina aperta a tutti i cani, consiste nell’affrontare diversi ostacoli con lo scopo di evidenziare il piacere e l’agilità del cane nel collaborare con il conduttore. Si tratta di una disciplina sportiva che favorisce un’ottima integrazione del cane nella società.

 

Questa disciplina implica un’ottima armonia tra il cane e il suo conduttore che porta ad una intesa perfetta tra i due.

 

 

 

 

 

 

 

Rally-O

La Rally‐ Obedience è una disciplina sportiva aperta a tutti i cani meticci e non e conduttori di qualsiasi estrazione sociale, proponendosi come disciplina sportiva atta a favorire una corretta relazione fra cane e conduttore, relazione basata sulla reciproca fiducia, sul rispetto e sulla collaborazione, nonché a favorire la pratica sportiva e le relazioni sociali.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Obedience

L’addestramento in Obedience (OB) insegna al cane ad agire in modo controllato e cooperativo. Si deve porre enfasi sulla capacità si stabilire un buon contatto tra cane e conduttore e sulla propensione del cane ad obbedire anche a distanza dal conduttore. Conduttore e cane dovrebbero dimostrare un buon rapporto complessivo.  

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Disc dog

 

 

 

 

 

 

 

Proprietario Cinofilo Responsabile (PCR)

I proprietari di cani hanno un obbligo nei confronti dei loro cani e con la comunità, e cioè quello di assicurare che i loro animali siano sani, felici, socializzati e ben educati.

Il progetto PCR è stato organizzato e scritto nel 2011 come esame per quei proprietari che hanno raggiunto un livello di conoscenze in campo cinofilo in grado di sviluppare un corretto rapporto con il proprio cane e che sono capaci di rapportarsi come binomio sia in casa sia nella comunità.

 

 

 

 

 

 

 

 

Dog Balance

Per DOG BALANCE FIT si intende una serie di esercizi eseguiti con l’aiuto di attrezzi propriocettivi e di equilibrio volti ad aumentare l’equilibrio e la coordinazione nel cane, stimolare, sviluppare la capacità del corpo di percepire la propria staticità e il proprio movimento e passare dall’una all’altro restando perfettamente in equilibrio.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Cani Cross

Cane e uomo in cammino, cane e uomo alla scoperta delle reciproche differenze e affinità durante il cammino nella natura, attraverso la sana esperienza della competizione.

Il binomio uomo cane è il protagonista di una nuova tipologia di attività sportiva composta da tre modalità di svolgimento differenti.

Il progetto Cani-Cross prende spunto dal regolamento internazionale Cani-cross, con l’aggiunta di una categoria non agonistica (Happy Dog) che avrà sicuramente successo in ambito csen in quanto alla portata di tutti.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Dog Dance

La Dog Dance é uno sport cinofilo con lo scopo di esaltare le capacità peculiari di ogni singolo cane e approfondire e consolidare il rapporto tra cane e conduttore.

E’ infatti una disciplina aperta a tutti i cani il cui regolamento é pensato per salvaguardare il benessere psico-fisico del cane.

E’ errato credere di dover essere dei bravi ballerini!

Non si tratta di far ballare il cane, ma di eseguire una serie di esercizi (tricks) insieme al conduttore in modo fluido e armonioso tale da risultare a tempo di musica.

L’impressione è quella di una coppia affiatata che balla, ma dietro c’è soprattutto profonda comprensione del cane, ottimo feeling e voglia di mettersi in gioco!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Mantrailing

Il Mantrailing è la disciplina che permette, con il nostro cane, di seguire il percorso effettuato da una persona e ritrovarla. Il termine Man-trail è uomo-percorso: seguire il percorso dell’uomo. In vari paesi le unità cinofile delle forze dell’ordine  fanno sempre più affidamento sul cane da ricerca Mantrailing. Un cane di ricerca Mantrailer riesce a discriminare i vari odori umani e seguirne uno distinto anche se è stato inquinato l’ambiente da altre persone.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Sheepdog

Sheepdog, significa, letteralmente “cane da pecore”. La storia dello Sheepdog ha origini antichissime, ancor prima di una attività cinofila-sportiva è un antico e nobile mestiere di pastorizia con origini Anglosassoni. Questi cani venivano costantemente selezionati in base alle loro attitudini a lavorare con le greggi, alla loro obbedienza, alla loro capacità di condurre il bestiame da un luogo ad un altro attraverso il loro atteggiamento senza abbaiare o mordere.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Soccorso Sportivo in acqua

Così viene definita l’attività in Italia, prevalentemente sportiva ed amatoriale, che oggi impiega alcune razze di cani utilizzati per il salvataggio in acqua. L’addestramento che si attesta principalmente su cani di razza Terranova, Labrador, Golden Retriever, Leonberger, Flat Coat Retriever si prefigge di abilitare il maggior numero di cani, attraverso il conseguimento di varie prove sportive, impropriamente ed indebitamente chiamate “brevetti”, alla salvaguardia della vita in mare e nell’acqua in generale.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Dog Trekking

Il Dog Trekking prevede aspetti agonistici, escursionistici, sociali, culturali e naturalistici che ben si compenetrano tra loro, è uno sport  che può essere praticato da tutti proprio per la sua semplicità.

Le gare non hanno limiti di distanza e dislivello, possono essere di uno o più giorni con soste in rifugio o tenda.

Il tutto coordinato da esperti Istruttori, Tecnici e Guide di DOG TREKKING e DOG TREKKING BIKE opportunamente formati.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Sleddog

Lo sleddog (sled=slitta dog=cane) è la disciplina da cui storicamente trae origine ogni altra che utilizzi cani al traino.

E’ nato come esigenza e necessità per gli spostamenti nei territori artici dei popoli primitivi e più recentemente è stato utilizzato dai cercatori d’oro del nord america.

 

 

 

 

 

 

 

 

Pet Therapy

Il CSEN, in qualità di Ente di promozione sociale e sportiva, intende supportare le Associazioni ad esso affiliate, nell’ambito degli interventi assistenziali, educativi e terapeutici assistiti dal cane (Pet Therapy).

Le attività educative, assistenziali e terapeutiche con coinvolgimento di animali, si chiamano IAA (Interventi Assistiti dagli Animali). Si distinguono in tre principali categorie di intervento:

  1. a) Attività Assistite dagli Animali (AAA)
  2. b) Educazione Assistita dagli Animali (EAA)
  3. c) Terapie Assistite dagli Animali (TAA).

 

 

 

 

 

 

 

 

Toelettatura Sportiva

La Toelettatura Sportiva di CSEN ha come unico scopo di organizzare un circuito di competizioni di toelettatura a livello nazionale.

Oltre a questo i corsi che CSEN organizza per questa disciplina sono finalizzati esclusivamente alla formazione dei tecnici che vorranno competere nelle competizioni.

 

Tutta l’attività della Toelettatura Sportiva CSEN non ha nulla a che vedere con l’attività commerciale e artigianale che i professionisti del settore svolgono quotidianamente presso le loro aziende.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Formazione

Per quanto riguarda la formazione, lo CSEN cinofilia prevede le figure:

  • Operatore cinofilo
  • Educatore cinofilo
  • Istruttore cinofilo
  • Formatore cinofilo
  • Tecnico di disciplina
  • Giudice di disciplina

Operatore cinofilo: equivale alla qualifica generale di operatore sportivo, ha mansioni di tipo organizzativo e affianca educatori, istruttori e tecnici nel lavoro di allenamento ordinario e svolgimento di gare o eventi cinofili. La qualifica di operatore cinofilo CSEN indica la persona che da neofita si avvicina al mondo della cinofilia. È quindi il primo importante step per formare correttamente tutte le persone interessate alla materia.

 

Educatore cinofilo: è una qualifica tecnica generale, rilasciata a persone che hanno ottenuto una formazione nel campo dell’educazione Cinofila, intesa come la pratica di insegnare ai cani e ai loro proprietari comportamenti utili a migliorare la loro relazione, anche in vista di un impiego in sport e attività di tipo ricreativo. L’educatore cinofilo è in grado di impostare la formazione di base del cane, in particolare nel caso di un cucciolo impostare la sua urbanizzazione, socializzazione, assetto comportamentale, avviamento ad una pratica sportiva.

L’educatore cinofilo potrà accedere ai percorsi di specializzazione per tecnici.

 

Istruttore cinofilo: è la qualifica di livello tecnico generale più elevato, rilasciata a persone che hanno ottenuto una formazione più avanzata nelle tecniche di addestramento dei cani rispetto al l’educatore cinofilo, che sono in grado di istruire, addestrare cani e loro proprietari ad abilità complesse. Sono in grado di svolgere attività di rieducazione comportamentale con cani con problemi comportamentali non patologici. L’istruttore cinofilo dovrà avere le basi di formazione per le principali attività Cino-sportive e sociali.

 

Tecnico: è una qualifica specifica riferita ad una disciplina sportiva o attività cinofila sociale. Il tecnico di una disciplina ha le competenze necessarie per istruire binomi nell’ambito di quella disciplina.

 

Giudice: è una qualifica rilasciata ad esperti di una o più attività sportive, che li abilita a giudicare gare e competizioni regolamentate dal settore cinofilia di CSEN.

 

Istruttore formatore: è una qualifica tecnica che abilita alla funzione di docente in materie tecniche ai corsi di formazione riconosciuti CSEN.

 

 

 

 

 

 

 

Allevamento e selezione

Prima legge di Mendel ( legge della dominanza):

Cit. Tra due alleli presenti in uno stesso genotipo, uno prevale solitamente sull’altro e si manifesta con un determinato carattere; l’altro rimane latente.

Consideriamo il gene che determina il colore nero o marrone dell’eumelanina (peli e mucose).

Supponiamo che un dato individuo riceva dal padre o dalla madre geni dello stesso tipo (neri B o marrone b). In questo caso, l’individuo si dice omozigote per questo gene. Mostrerà, ovviamente, eumelanina nera se avrà il gene BB per il nero o eumelanina marrone se avrà dei geni bb per il marrone.

Accoppiando due soggetti con rispettivi patrimoni genetici BB e bb, otterremo figli che erediteranno il gene B dal primo genitore e il gene b dal secondo genitore. La coppia Bb che si viene a formare, avrà un aspetto simile al genitore BB, in quanto l’allele B maschera b.

Possiamo quindi introdurre due concetti fondamentali nello studio della genetica: il concetto di genotipo e quello di fenotipo.

In questo caso, come anticipato, i fenotipi saranno tre:

BB:    Omozigote dominante. Presenta eumelanina nera ed è in grado di trasmettere solo geni per l’eumelanina nera;

Bb:    Eterozigote (portatore di marrone). Presenta eumelanina nera (è indistinguibile da BB, avendone lo stesso fenotipo), ma è in grado di trasmettere geni per l’eumelanina marrone al 50% dei figli

bb:    Omozigote marrone. Presenta eumelanina marrone ed è in grado di trasmettere ai figli solo geni per il marrone.

Seconda legge di Mendel (o della disgiunzione dei caratteri ereditari):

Cit. I due alleli dei genitori che si trovano riuniti insieme nel genotipo eterozigote dei figli, si disgiungono nuovamente nella seconda generazione.

Nell’incrocio tra un omozigote dominante e un omozigote recessivo, i caratteri recessivi non si evidenziano alla prima generazione. Però è mantenuta  la capacità di poterli veder riapparire nelle generazioni successive, quando gli eterozigoti si accoppiano tra loro o con altri recessivi.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Terza legge di Mendel (o dell’indipendenza dei caratteri ereditari):

Cit. Ogni coppia di alleli viene trasmessa alla discendenza in modo indipendente dalle altre.

Fino a questo momento abbiamo considerato la trasmissione ereditaria riferendoci a una sola coppia di alleli. La terza legge di Mendel prende in considerazione due coppie di alleli, con l’intento di stabilire se e come essi possono influenzarsi reciprocamente nella loro trasmissione alla discendenza.

Ipotizziamo quindi di incrociare una coppia di cani in  cui il padre sia nero a pelo corto e la madre marrone a pelo lungo. Le coppie di alleli che consideriamo, sono quindi due: la prima controlla il colore del pelo e l’altra ne controlla la lunghezza. Indichiamo con L l’allele dominante che determina il pelo corto e con l quello recessivo che determina il pelo lungo. B e b li conosciamo già dall’esempio precedente.

Avremo perciò: LL BB  x  ll bb

Tutti i figli nati da questo incrocio avranno il seguente corredo genetico: Ll Bb

Incrociando tra loro due soggetti di questo tipo (Ll Bb  x Ll Bb), otteniamo però diverse combinazioni di gameti. Entrambi i genitori possono, a caso, generare gameti di tipo:

1) LB

2) Lb

3) lB

4) lb

che s’incontreranno con i gameti analoghi prodotti dall’altro genitore. Le combinazioni che si vengono a formare sono perciò 4 x 4 = 16 e possiamo vederle riassunte nella tabella.

abbiamo quindi le seguenti ripartizioni fenotipiche:

9/16 neri a pelo corto

3/16 neri a pelo lungo

3/16 marrone a pelo corto

1/16 marrone a pelo lungo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

ECCEZIONI ALLE LEGGI DI MENDEL

L’eredità intermedia

È un’eredità senza dominanza. Sui testi di genetica è famosissimo l’esempio dell’incrocio tra fiori rossi e fiori bianchi. Nella prima generazione F1, si ottengono solo fiori rosa, ma l’incrocio F2 dà il 25% di fiori rossi, il 50% di fiori rosa e il 25% di fiori bianchi.

In questo caso abbiamo quindi tre fenotipi e tre genotipi.

AA = rosso

Aa = rosa

aa = bianco

AA x aa = 100% Aa

Aa x Aa = 25% AA, 50% Aa, 25% aa.

La distribuzione 25 – 50 – 25 non è altro che una rudimentale campana di Gauss.

 

 

 

 

 

 

L’eredità quantitativa

Sempre mantenendo il riferimento al colore, per facilità di comprensione, pensiamo ancora alla tonalità del colore fulvo. Alcuni sono chiari e altri scuri, con tantissime scalature intermedie di tonalità. Lo stesso discorso vale per i roani che possono essere quasi bianchi con poche punteggiature o quasi brizzolati, con peli scuri che prevalgono su quelli bianchi.

Il risultato finale è dovuto all’azione cumulativa di tutti i geni. Quanto più numerosi sono i poligeni mutanti tanto più il fenotipo discosterà dall’esemplare non mutato. Un cane grigio con pochi poligeni schiarenti sarà pressoché simile a un nero. Se alla stessa mutazione abbiniamo un numero altissimo di poligeni, avremo un cane quasi bianco.

Un esempio di trasmissione poligenica è il colore più o meno scuro del golden retriever. Tutti i golden retriever hanno lo stesso corredo genetico per quanto riguarda il colore: sono tutti fulvi recessivi. Tuttavia, in alcuni si manifesta un colore rosso carico (comunque mai mogano), in altri un colore molto sbiadito (comunque mai bianco). La tonalità dipende da una serie di geni modificatori. Per semplicità ipotizziamo si tratti di sei poligeni (potrebbero essere molti di più)

 

 

 

 

 

 

 

La penetranza incompleta

Anche in questo tipo di eredità non vi è prevalenza di un carattere sull’altro. A differenza dell’eredità intermedia, in questo caso, vi può però essere una prevalenza di uno sull’altro. Per esempio la pezzatura (macchie bianche) è ritenuta, da molti, soggetta a questo tipo di trasmissione. Il mantello solido prevale su quello pezzato e si comporta quasi come dominante. I portatori di pezzatura sarebbero però spesso riconoscibili perché spesso presentano piccole macchie bianche al petto, alle zampe o al muso.

In questo caso, il fenotipo si  manifesta in modo non completamente dipendente dal solo patrimonio genetico. Per esempio, è pressoché impossibile stabilire con esattezza la distribuzione della pezzatura. Le piccole macchie non si trasmettono come fossero tante piccole mutazioni a sé. Soggetti con lo stesso patrimonio genetico possono presentare diversi disegni, perché in un individuo può prevalere il mantello solido e nell’altro quello pezzato, ferme restando le differenze determinate dall’azione dei geni modificatori.

L’epistasi

Con questo termine intendiamo l’effetto col quale geni non allelici possono mascherare la reciproca espressione fenotipica. Nell’esempio precedente, abbiamo visto che la feomelanina può assumere diverse tonalità, dal crema al fulvo carico. I geni responsabili di queste caratteristiche però non riescono a manifestare i loro effetti quando un gene del tutto estraneo (non allelico) interferisce bloccando l’espressione della feomelanina e trasformandola in eumelanina.

E’ questo il caso del melanismo completo che determina il colore nero, marrone o grigio esteso uniformemente in tutte le aree pigmentate. Ogni cane nero, pur non manifestandolo, conserva nel proprio patrimonio genetico i geni responsabili della tonalità del colore fulvo ed è in grado a trasmetterli alla discendenza.

I geni letali

Sono geni che si esprimono solamente allo stato di eterozigosi. I soggetti omozigoti muoiono prima ancora della nascita. Un tipico gene letale, per esempio è quello che provoca l’assenza del pelo nelle razze di cani nudi (Chinese Crested Dog, Cane Nudo Peruviano, Xoloitzcuintle, ecc.). Accanto a soggetti nudi, troviamo regolarmente altri con mantello normale. I cani nudi, sono infatti portatori di mantello normale, mentre eventuali omozigoti per il gene “nudo”, morirebbero prima della nascita.

Nn x Nn =

25% NN:       non vitali

50% Nn:       nudi

25% nn:       con mantello normale

Per questa ragione, in un programma razionale d’allevamento, in presenza di questo gene, si consiglia sempre di accoppiare puro per portatore, in modo da ottenere prole interamente vitale di cui un 50% di puri e un 50% di portatori;

Un altro esempio di gene letale è il fattore M «Merle». Questo gene, per la precisione, è subletale. La morte sembra essere più frequente in presenza di mantelli pezzati. Nei mantelli solidi, comunque è abbastanza frequente che gli omozigoti MM abbiano gravi problemi di salute (cecità, sordità, poca, costituzione debole).

 

 

 

 

 

 

 

Il mosaicismo

Capita talvolta di vedere cani a macchie nere su fondo biondo o altre disposizioni infrequenti dei colori. Questi mantelli sono probabilmente da attribuire a quel fenomeno che in genetica prende il nome di mosaicismo. Significa, che in una delle primissime divisioni dello zigote, vi è stata un’irregolarità che si è trasmessa solo alle cellule derivate da questa. In particolare, se l’irregolarità è avvenuta alla primissima divisione meiotica, avremo un cane che presenterà la metà destra di un colore e la metà sinistra di un colore diverso. La prima divisione è infatti quella che determina le due cellule dalle quali, nelle successive divisioni si formeranno rispettivamente tutte le cellule della metà destra e tutte quelle della metà sinistra del corpo.

I geni e l’ambiente

L’interazione e la dominanza non sono le uniche cause che determinano la variazione dell’espressione fenotipica di un gene. Possono intervenire anche altri fattori, dipendenti soprattutto dall’ambiente esterno. L’effetto dell’ambiente non è sempre uguale su tutti gli individui. In presenza di determinate condizioni ambientali esterne o di una determinata alimentazione, può succedere che solo alcuni individui aventi lo stesso genotipo manifestino un certo fenotipo.

L’effetto ambientale sul fenotipo è spesso irreversibile. Si pensi all’altezza. E’ provato che cani provenienti dallo stesso ceppo genetico, sottoposti a tipi diversi di alimentazione possono sviluppare altezze diverse, come diversa può essere la struttura scheletrica. Una volta adulti, un successivo cambio di alimentazione non porterà alcuna modificazione dell’altezza raggiunta. Tuttavia l’altezza determinata da questi fattori resta comunque un fattore non ereditario e si limitata a una sola generazione.

 

 

Bibliografia: Denis Ferretti – Appunti di genetica applicata al cane

Clicker Training

Addestramento con il clicker

L’attività di addestramento è una attività molto importante per la mente del cane e l’apprendimento di nuovi comportamenti. Infatti per il cane è molto interessante interagire con il padrone per scoprire nuove cose. Questa attività è molto adatta sia per i cani che richiedono in continuazione la nostra attenzione, sia per i cani che si annoiano e richiedono quindi una maggiore attività mentale.

Cos’è il clicker

Il clicker è una scatoletta di plastica con dentro una linguetta metallica posizionata in modo da poterla far scattare come un pulsante usando le dita mentre lo si tieni in mano. Questo scattare produce un suono (click! appunto) netto, sordo, chiaro, non prolungato. Questo suono è particolarmente utile durante l’addestramento poichè trasmette al cane un messaggio chiaro su quale sia l’esatto comportamento da noi desiderato, poichè a differenza della nostra lode verbale (bravo, grande cane, etc..) che può avere diverse tonalità e sfumature, e durare per più secondi prima di terminare, esso è sempre uguale in tonalità e frequenza, istantaneo, e trasmette in modo netto ed inequivocabile al cane il suo successo. Il condizionamento poi fa il resto.

Caricare il clicker

In cosa consiste il caricamento? Caricare un clicker significa insegnare al cane (tramite condizionamento classico) che ogni volta che il clicker scatta (ed emette il suono) arriverà un bocconcino. Quindi si carica il clicker semplicemente cliccando e subito dopo dando il bocconcino al cane. Questo si fa mentre il cane esegue qualunque tipo di comportamento, altrimenti si rinforzerà un comportamento preciso. E soprattutto si fa generalizzando, quindi sia in casa che fuori, sia in auto che a piedi, sia al guinzaglio che senza etc.

Ci sono diverse teorie su questa fase, il caricamento, appunto, del clicker. C’è chi sostiene che il clicker debba essere caricato almeno per tre volte prima dell’inizio di ogni sessione, c’è invece chi ritiene che il caricamento va fatto bene all’inizio dell’uso del clicker, anche per una intera settimana, e poi non verrà più fatto per tutta la vita, poichè una volta che il cane è condizionato al suono non necessitano ulteriori sessioni di caricamneto. Io sono di quest’ultima idea poichè ritengo che se fatto bene (quindi generalizzando e per più giorni consecutivi, almeno una decina di click al giorno) il cane fissa definitivamente l’associazione click -> bocconcino.

Clicker: uno strumento, non un metodo

Il clicker è solo uno strumento comunicativo, qualcosa che permette di essere più chiari quando si vuole dire al cane che ha fatto bene l’esercizio, che sta mostrando il comportamento richiesto. Il clicker non è un metodo di addestramento. Ma un mezzo usato per addestrare.

Così lo si può usare se stiamo usando il metodo del louring (stimolo), cioè se stiamo accompagnando il cane con un bocconcino in mano per portarlo nella posizione desiderata, e quando la raggiunge clicchiamo per indicare che è quella la posizione desiderata e poi gli diamo il bocconcino;
oppure lo si può usare se stiamo usando il metodo dello shaping (modellamento), in cui non teniamo bocconcini in mano e non guidiamo il cane neanche con la voce, e senza suggerimenti aspettiamo che il cane mostri un comportamento, e clicchiamo e premiamo il comportamento che più si avvicina a quello che vogliamo ottenere come comportamento definitivo, modellando così piano piano il comportamento fino a quello desiderato.

Tricks

Con il clicker è possibile quindi fissare nella mente del cane diversi comportamenti, e questo spesso viene fatto per la costruzione dei così detti tricks ovvero dei comportamenti usati per gioco con il cane e spesso utilizzati in attività sportive come la dog dance.

 

Clicker Training. Come valuti questo articolo?

View Results

Loading ... Loading ...

Le 5 F

Le 5 F è il nome abbreviato che si da alle cinque possibili risposte di comportamento che un cane può dare quando si sente minacciato.

Queste parole cominciano appunto per f, e sono:

  1. Flight
  2. Fight
  3. Freeze
  4. Fidget (o Fool around)
  5. Faint

che significano rispettivamente:

  1. Fuga
  2. Attacco
  3. Immobilizzarsi
  4. Scherzare (o Fare lo scemo)
  5. Svenire

Il Flight o Fuga è il comportamento istintivo primario del cane che si sente minacciato. Egli infatti evita sempre ove possibile gli scontri perchè causano perdita di energie che invece dovrebbero essere usate per mantenimento, caccia, calore etc.

Ove non è possibile fuggire, per motivi logistici (quando viene accerchiato o messo al muro) o perchè si trova sul suo territorio e non vuole lasciarlo, il cane sceglie di combattere (Fight) e preferisce passare al comportamento di attacco.

Il Freezing è un comportamento adottato per lo più in condizioni di contatto fisico (un uomo che prende in mano un cane piccolo di taglia, o un cane che odora da vicino naso o genitali di un altro cane) e serve per dimostrare di non voler essere aggressivi aspettando nel contempo che il motivo di minaccia passi da se.

Il Fidget o Fooling Around è l’atteggiamento del far lo scemo, spesso mostrato rotolandosi per terra o girando su stesso, adottato per lo più da soggetti giovani nei confronti dei soggetti minacciosi più adulti allo scopo di comunicare loro la volontà di non voler essere aggressivi o minacciosi a loro volta.

Il Faint o svenimento è più raro e meno conosciuto ma consiste nel fare il morto sempre aspettando che la minaccia passi. E’ una versione più intensa del freezing, immobilizzarsi.

 

 

Le 5 F. Come valuti questo articolo?

View Results

Loading ... Loading ...