Classi di socializzazione

Si intendono Classi di socializzaizione, per definizione, gli incontri in area recintata di cani liberi da guinzagli e vincoli con età compresa dai 2 ai 4 mesi. Questo è infatti il periodo in cui avviene la socializzazione nei cuccioli.

Gli altri incontri tra cani il cui intervallo di età non sia quello appena indicato, si chiamano Classi di comunicazione, sottointendendo che vi partecipino cani che sappiano comunicare.

Le classi sono degli incontri tra cani liberi in area recintata in cui i padroni stanno a guardare i loro comportamenti e modi di agire; si possono così leggere ed individuare segnali calmanti o comportamenti di aggressività.

Per organizzare correttamente le classi è necessario non commettere alcuni fondamentali errori che si potrebbero rivelare fatali:

  • organizzare classi composte da un cucciolo e molti adulti; il cucciolo infatti sarebbe terrorizzato mostrando in continuazione segni di sottomissione (spanzamento, etc) poichè in natura una tale distribuzione di soggetti ed età sarebbe possibile sono in caso il cucciolo fosse una preda e gli adulti fossero a caccia; i cuccioli vivono insieme agli altri cuccioli della cucciolata e hanno contatti con i soli genitori come soggetti adulti o al massimo con i cuccioloni fratellastri della generazione precedente; da loro imparano i segnali calmanti, a giocare limitandosi nelle interazioni e la dominanza e sottomissione come regole per rispettare la gerarchia;
  • organizzare classi con cuccioli e cuccioloni di taglia e peso molto diversi tra loro; questo potrebbe infatti portare a problemi di scontri fisici e investimenti involontari con conseguenze fisiche per gli uni e gli altri; i cani di taglia piccola rischiano perchè quelli di taglia grande possono cadergli addosso e con il loro peso provocargli fratture etc; quelli di taglia grande per imitare i moviemnti agili di quelli di taglia piccola potrebbero sforzarsi di fare moviemnti o salti nona datti alla loro struttura che in quel periodo è in piena formazione, con conseguenze come lussazioni, fratture o distorsioni;
  • organizzare classi con cani tutti adulti che non parlano la stessa lingua; ovvero che appartenendo a stadi neotenici diversi, non usano i segnali calmanti allo stesso modo e rischiano di non capirsi, con conseguenze anche gravi; così un lupo cecoslovacco messo in recinto con dei terrier bull, si troverebbe a mandare segnali calmanti con la eleganza e la compostezza del lupo, che resterebbero però inascoltati dai bull che sono invece molto fisici nella comunicazione e che lo aggredirebbero senza problemi; con la conclusione che il lupo cecoslovacco uscirebbe dal recinto oltre che aggredito fisicamente anche con l’errata convinzione che inviare segnali calmanti non serva a nulla, e quindi non riproponendoli piu in futuro in altri incontri anche con altri cani perchè non utili ad evitare lo scontro, ed imparando invece che l’unico modo è attaccare per primo per evitare di essere mangiato vivo;

Per la corretta comunicazine di cani appartenenti a stadi neotenici diversi è necessario che la socializzazione avvenga durante il periodo che va dai 2 ai 4 mesi, e che questi incontri sebbene saltuariamente, si ripropongano durante la fase di crescita per confermarne l’importanza.

La socializzazione è per i cani innaturale e forzata poichè in natura tra i lupi non avviene incontro tra adulti che non sia per lotta per il territorio o per il cibo. Ogni branco delimita il territorio con urina e ululati e nessuno si sogna di varcare le soglie. Casi eccezionali possono essere i gruppi di lupi adulti appartenenti a diversi branchi che si uniscono e collaborano per cacciare prede enormi che invadono i territori di entrambi.

Quando noi organizziamo classi di socializzazione di cani adulti costruiamo forzatamente dei gruppi sociali innaturali, che i cani accettano perchè ormai son ben lontani dai comportamenti dei lupi e hanno accettato la collaborazione con l’uomo.

La corretta classe di socializzazione quindi è costituita da cuccioli tra i 2 ed i 4 mesi, e un adulto competente (che sappia comunicare bene, usare bene i segnali calmanti, e intervenire in caso di eccessi dei cuccioli). Ed è importante farvi partecipare i vostri cuccioli poichè a differenza di ciò che avviene in natura, i cuccioli da allevamento sono separati dalla madre naturale e dai fratelli a partire dai 2 mesi di età e quindi non ricevono gli insegnamenti necessari ad imparare la comunicazione correttamente. Quindi è compito del nuovo proprietario fare in modo che questa lacuna venga colmata.

Come Riconoscere i Segnali dell’aggressività

Negli ultimi tempi si sono moltiplicati i dibattiti riguardanti le cosiddette “razze pericolose”, senza valutare due aspetti fondamentali:

  1. I motivi che spingono il cane a essere aggressivo
  2. I vari tipi di aggressività

Premesso che l’aggressività è una componente normale del comportamento canino, molto spesso diventa inaccettabile e pericoloso per te e per gli altri.

L’aggressività dipende da molti fattori, tra cui:

  • Comportamento istintivo (fattore genetico)
  • Razza
  • Ambiente in cui il cane è cresciuto
  • Età del soggetto ed età di adozione
  • Sesso
  • Stagioni
  • Condizioni fisiche e psicologiche
  • Educazione

I tipi di aggressività:

1. da dominanza o gerarchica
2. da paura
3. da irritazione
4. intraspecifica
5. predatoria
6. territoriale / protettiva
7. da dolore
8. materna
9. reindirizzata (o rediretta)
10. idiopatica

 

1.Da Dominanza o Gerarchica

Non è ne buona ne cattiva perché dovuta al fatto che il cane è un animale che vive in branco; è detta sociale proprio per la natura del cane.

La famiglia è, per il cane, un branco a tutti gli effetti.

È il problema comportamentale più frequente; non dipende dalla razza e spesso è dovuta al fatto che il cane si sente il leader del branco e si comporta come tale.

Se è lui a decidere quando giocare (ti porta il gioco e poi abbaia insistentemente); ti salta addosso; a volte monta la tua gamba (segno estremo di dominanza); se si ribella ai tuoi ordini e alle punizioni; non accetta da te carezze, costrizioni e manipolazioni (esempi di gesti “dominanti”), allora il tuo cane ha questo tipo d’aggressività.

Insomma ti fa capire che è lui che comanda. Devi essere tu a fargli capire che non è così, comportandoti da Leader.

Per non parlare poi di tutti quei segnali di conferma che noi stessi diamo ai nostri cani: li facciamo dormire sul letto, diamo loro il mangiare prima di noi e gli diamo tutto ciò che vuole. Lo facciamo sentire un leader. Per questo Devi ristabilire la gerarchia!

È più frequente nei cani maschi non castrati, quindi un consiglio è di castrarlo appena i sintomi di aggressività si manifestano; questa pratica non elimina il comportamento ma lo rende meno intenso.

È presente soprattutto in animali tra i 18 e 24 mesi (periodo in cui si evidenziano i primi scontri per stabilire la gerarchia nei branchi).
Devi ricordarti una cosa molto importante: non usare la forza e la prepotenza con lui, aggraverebbe il suo comportamento.

 

2.Da Paura

Il cane che si sente minacciato, è impaurito e cerca di scappare da ciò che gli fa paura e se non può scappare, diventa aggressivo. (vedi le 5 F)

Spesso è dovuta a esperienze negative vissute o a una cattiva socializzazione.

Puoi riconoscerla perché il cane, inizialmente, sarà pauroso e schivo ma con il tempo diventa sempre più sicuro e potrebbe attaccare.
La prepotenza non funziona.

 

3.Da Irritazione

Un cane irritato diventa aggressivo.

la cosa che lo irrita potrebbe essere un problema fisico, quindi un consiglio che posso darti è quello di portarlo dal veterinario, per escludere un problema di salute.

 

4.Intraspecifica o Tra cani

Si tratta di un’aggressività anch’essa legata alla dominanza tra due cani; può riguardare sia cani che vivono nella stessa casa sia cani che non si conoscono. È un comportamento naturale che può diventare un problema perché molto pericoloso.

Tra cani che vivono insieme è più frequente tra le femmine; probabilmente non si è ancora stabilita una gerarchia. Tutto qua.

Tra soggetti che non si conoscono è più frequente tra maschi; influiscono su questo atteggiamento gli ormoni sessuali maschili, per questo il consiglio più in voga è la castrazione.

 

5.Predatoria

È diretta verso una “preda”, che questa sia una persona, un oggetto o un altro animale.

di solito questa preda è in movimento. È un comportamento istintivo un pò esagerato rispetto al normale.

 

6.Territoriale/Protettiva

Ha lo scopo di difendere il proprio territorio, ma soprattutto la sua famiglia.

È frequente soprattutto nei maschi giovani e perché legata alla dominanza. Devi fargli capire che non c’è bisogno che protegga la tua casa, perché sei tu che lo fai per lui. Se tu il protettore.

E’ un atteggiamento naturale.

 

7.Da Dolore

È provocata da un dolore ed è frequente soprattutto dai cani anziani. Attaccano lo scocciatore che li disturba.

 

8. Materna

Le femmine diventano molto aggressive durante la gravidanza e dopo il parto.

È una forma di difesa verso i neonati; non deve essere curato perché è un comportamento completamente naturale e di solito cessa dopo lo svezzamento. Non tutte le femmine però sono aggressive, specialmente con te che sei il suo padroncino.

 

9.Rediretta o Reindirizzata

Lo dice la parola stessa: quando il cane vuole attaccare “qualcosa o qualcuno” (come un altro cane o un individuo estraneo), il cane tende ad aggredire il soggetto che fa da ostacolo e che si interpone tra lui e l’oggetto.

Non devi avvicinarti al tuo cane, rischi di essere aggredito.

 

10.Idiopatica o Sindrome del Dr. Jekyll e Mr. Hide

E’ chiamata così perché non si sa a cosa è dovuta e quindi è totalmente imprevedibile.

Non ha un’origine spiegabile.

E’ frequente in alcune razza quali il Cocker Spaniel fulvo, potrebbe esserci una predisposizione genetica.
È una forma rarissima per fortuna.

È difficile da diagnosticare e colpisce animali tra 1 e 3 anni.Un miglioramento purtroppo è molto raro.

 

Cosa fare:

Non usare la forza, peggiora solo il rapporto con il tuo cane e non serve a niente
se hai un cane maschio, valuta l’alternativa della castrazione
I percorsi di “riabilitazione” sono una valida soluzione solo se hai fiducia in te stesso e nel tuo cane. Tu sei il suo migliore amico e devi essere pronto a impegnarti per aiutarlo a diventare un “cane migliore”
Cercare di essere un leader e un capo, sicuro ma affettuoso
Educa il cane fin da piccolo, lui si fida di te
In casi di aggressività intensa e grave, mettiti in contatto con un addestratore cinofilo specializzato in comportamenti aggressivi. Ti saprà guidare nel modo giusto

(fonte: abbaiandosimpara.wordpress.com)

Aggressività e comportamenti aggressivi

Il comportamento di aggressione è stato definito in etologia come una minaccia o un atto fisico contro l’equilibrio psichico e fisico di un individuo. 

Un’altra definizione precisa che “tutti i comportamenti che hanno come risultato il costringere un altro individuo a rimanere a distanza, sia in termini di spazio, sia di contatto sociale, possono essere definiti aggressivi anche se non si verifica alcun danno fisico”.

Una minaccia può essere considerata un’aggressione in cui si verifica una forte enfatizzazione della fase iniziale del comportamento aggressivo e un‘inibizione della fase finale.
In un aggressione vera e propria invece, si ha una contrazione della fase di minaccia, una scarsa o assente comunicazione dell’intento aggressivo e la disinibizione della fase finale.

Nell’introduzione del suo libro “Le chien agressif” Joel Dehasse scrive:

“La credenza popolare descrive il cane aggressivo come un cane cattivo, dominante e responsabile di azioni intenzionalmente malvagie. Ma il cane aggressivo è tutt’altro.
Può essere difensivo o offensivo, controllato o meno, prevedibile o imprevedibile… può pinzare o mordere forte… può anche essere seducente e affettuoso, può prendere iniziative e aiutare le persone in caso di bisogno. Un cane aggressivo ha molte sfaccettature”.

Con questo passaggio Dehasse vuole spiegarci che un cane può manifestare un comportamento di aggressione in diversi modi, per diversi motivi, con diverse intenzioni e, se vogliamo realmente prevedere, prevenire e comprenderele sue motivazioni, dobbiamo svolgere un’analisi molto attenta delle cause e dell’espressione delle sue intenzioni.

L’aggressività è un’espressione dell’etogramma canino (insieme dei comportamenti naturali che caratterizzano una specie). Il problema non è quindi l’aggressività, bensì l’espressione di comportamenti di aggressione in situazioni che potrebbero essere affrontate in un modo completamente differente.

Non dimentichiamoci che la maggior parte delle aggressioni avviene in ambiente domestico e le vittime sono solitamente persone note al cane.
Una maggiore conoscenza dei bisogni del cane, delle caratteristiche etologiche e specifiche di razza e del suo modo di comunicare sono fondamentali per evitare spiacevoli incidenti.

(fonte: www.networkdacani.it a cura di Katia Galbiati – medico veterinario – www.asdtambra.it )

Clicker Training

Addestramento con il clicker

L’attività di addestramento è una attività molto importante per la mente del cane e l’apprendimento di nuovi comportamenti. Infatti per il cane è molto interessante interagire con il padrone per scoprire nuove cose. Questa attività è molto adatta sia per i cani che richiedono in continuazione la nostra attenzione, sia per i cani che si annoiano e richiedono quindi una maggiore attività mentale.

Cos’è il clicker

Il clicker è una scatoletta di plastica con dentro una linguetta metallica posizionata in modo da poterla far scattare come un pulsante usando le dita mentre lo si tieni in mano. Questo scattare produce un suono (click! appunto) netto, sordo, chiaro, non prolungato. Questo suono è particolarmente utile durante l’addestramento poichè trasmette al cane un messaggio chiaro su quale sia l’esatto comportamento da noi desiderato, poichè a differenza della nostra lode verbale (bravo, grande cane, etc..) che può avere diverse tonalità e sfumature, e durare per più secondi prima di terminare, esso è sempre uguale in tonalità e frequenza, istantaneo, e trasmette in modo netto ed inequivocabile al cane il suo successo. Il condizionamento poi fa il resto.

Caricare il clicker

In cosa consiste il caricamento? Caricare un clicker significa insegnare al cane (tramite condizionamento classico) che ogni volta che il clicker scatta (ed emette il suono) arriverà un bocconcino. Quindi si carica il clicker semplicemente cliccando e subito dopo dando il bocconcino al cane. Questo si fa mentre il cane esegue qualunque tipo di comportamento, altrimenti si rinforzerà un comportamento preciso. E soprattutto si fa generalizzando, quindi sia in casa che fuori, sia in auto che a piedi, sia al guinzaglio che senza etc.

Ci sono diverse teorie su questa fase, il caricamento, appunto, del clicker. C’è chi sostiene che il clicker debba essere caricato almeno per tre volte prima dell’inizio di ogni sessione, c’è invece chi ritiene che il caricamento va fatto bene all’inizio dell’uso del clicker, anche per una intera settimana, e poi non verrà più fatto per tutta la vita, poichè una volta che il cane è condizionato al suono non necessitano ulteriori sessioni di caricamneto. Io sono di quest’ultima idea poichè ritengo che se fatto bene (quindi generalizzando e per più giorni consecutivi, almeno una decina di click al giorno) il cane fissa definitivamente l’associazione click -> bocconcino.

Clicker: uno strumento, non un metodo

Il clicker è solo uno strumento comunicativo, qualcosa che permette di essere più chiari quando si vuole dire al cane che ha fatto bene l’esercizio, che sta mostrando il comportamento richiesto. Il clicker non è un metodo di addestramento. Ma un mezzo usato per addestrare.

Così lo si può usare se stiamo usando il metodo del louring (stimolo), cioè se stiamo accompagnando il cane con un bocconcino in mano per portarlo nella posizione desiderata, e quando la raggiunge clicchiamo per indicare che è quella la posizione desiderata e poi gli diamo il bocconcino;
oppure lo si può usare se stiamo usando il metodo dello shaping (modellamento), in cui non teniamo bocconcini in mano e non guidiamo il cane neanche con la voce, e senza suggerimenti aspettiamo che il cane mostri un comportamento, e clicchiamo e premiamo il comportamento che più si avvicina a quello che vogliamo ottenere come comportamento definitivo, modellando così piano piano il comportamento fino a quello desiderato.

Tricks

Con il clicker è possibile quindi fissare nella mente del cane diversi comportamenti, e questo spesso viene fatto per la costruzione dei così detti tricks ovvero dei comportamenti usati per gioco con il cane e spesso utilizzati in attività sportive come la dog dance.

 

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La comunicazione – prossemica e voce

La comunicazione avviene tramite 4 canali:

uditivo:

  • linguistico: le parole e il loro significato
  • paralinguistico: il tono, il ritmo, la frequenza

visivo:

  • cinestesico: atti comunicativi espressi dal movimento
  • prossemica: atti comunicativi legati a come si occupa lo spazio
  • mimica: atti comunicativi legati alle espressioni e alle posture
  • aptica: atti comunicativi espressi mediante il contatto tra i corpi

olfattivo: la percezione delle sostanze chimiche volatili

tattile: ovvero il contatto tra i corpi

 

La comunicazione viaggia su 3 livelli:

il verbale: contenuto esplicito, parole

il paraverbale: il supporto su cui la comunicazione si poggia, il tono ed il volume della voce

il non verbale: il linguaggio del corpo e le posture

 

 

Il linguaggio del corpo avviene tramite:

la prossemica: la disposizione del proprio corpo rispetto all’interlocutore (vicino, lontano, di fianco, di dietro)

la cinetica: il movimento complessivo del corpo rispetto all’interlocutore (velocità, traiettoria, coreografia)

l’orripilazione: di alcune parti del mantello (piloerezione)

le posture: l’esposizione complessiva rispetto all’interlocutore (impettito, raccolto, sdraiato, seduto, a pancia all’aria, e il movimento delle parti articolate del corpo, coda, orecchie, fronte, occhi)

 

La prossemica individua lo spazio interposto tra i due individui e si distinguono:

la zona intima: in cui fanno accesso solo i componenti della famiglia

la zona personale: a cui possono fare accesso i familiari meno stretti e gli amici

la zona sociale: per gli individui poco conosciuti o sconosciuti

 

La cinetica

L’avvicinamento diretto e frontale è segno di minaccia,  ma la traiettoria curva invece trasmette un messaggio amichevole.

 

Le posture

Neutra e rilassata, di attenzione, dominante, sottomessa, invito al gioco, della paura, aggressività da paura, aggressività da insicurezza

 

La comunicazione paraverbale nel cane consta di:

abbaio: avvertimento – allarme (significa sappi che io sono qui e serve anche per chiamare in aiuto gli altri della famiglia)

ringhio: smetti di fare quello che stai facendo (intima un messaggio chiaro, smetti di fare quello che stai facendo, è come un NO secco)

uggiolato: sono felice che fai quello che stai facendo (è un messaggio chiaro di consenso, ti chiede di continuare, è come un SI a ciò che fai)

 

 

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Leadership – Gestione delle risorse

Un leader è colui che guida.

 

I cani sono animali sociali. In natura i branchi di cani si dividono in gruppi chiamati famiglie in cui ognuno ha un compito, e tutti sono guidati dal leader. Tutta la famiglia è strutturata secondo un ordine gerarchico. Il leader, che può essere sia maschio che femmina, è la figura che sta in cima alla scala gerarchica. Al leader spetta il meglio di ogni cosa, mangiare per primo e lasciare gli avanzi agli altri, passare per primo da porte e cancelli, decidere l’attività da eseguire e il quando eseguirla, che sia caccia o gioco, etc; ma contestualmente a lui spettano anche gli obblighi e le responsabilità di difesa della famiglia dai nemici, di caccia delle prede per la sussistenza della famiglia, di scelta del posto dove fare tana e della difesa dello stesso. Non solo onori quindi ma anche oneri per questa figura che è il perno di tutta la famiglia. Nessuno può permettersi di non seguire le regole del leader pena lo scontro fisico con lui.

 

Quando portiamo a casa un cane, che sia stato comprato in allevamento, o raccolto dalla strada, o adottato in un canile, e che sia cucciolo o adulto, in sostanza gli stiamo chiedendo di venire a far parte della nostra famiglia.

Questo quindi sin da appena arrivato, dovrà confrontarsi con tutti gli altri membri della famiglia per capire quale sia il suo posto nella scala gerarchica.

 

Partendo do dal presupposto che il cane necessita di avere una figura di riferimento da cui avere indicazioni, una volta a casa al cane viene naturale cercare la figura del leader nell’umano, ma se non ne riconosce le caratteristiche fondamentali cerca di scavalcare la gerarchia e porsi al posto di leader, perchè per lui è fondamentale che qualcuno ricopra quel ruolo.

 

Questo porta a situazioni spiacevoli come il cane che ringhia al padrone una volta che questo gli ha dato il cibo nella ciotola, oppure il cane che fa pipì sul letto o lo scendiletto del proprio padrone, o ancora il cane che dal divano ringhia al padrone che vuole sedersi accanto a lui, o che dal pavimento abbaia ripetutamente al padrone che è seduto sul divano dove di solito si accuccia lui.

Per evitare tutte queste situazioni che tirate alla lunga possono diventare pericolose sfociando in morsi e aggressività, è necessario spiegare al cane chi sia il vero leader della famiglia.

Per far questo dobbiamo prima chiarire bene il concetto di leader.

Cosa cerca un cane in un leader? Autorevolezza, coerenza e capacità di divertimento.

Un leader deve essere sempre presente, non dorme mai.

Caratteristiche del leader:

  • gentilezza, iniziativa e intraprendenza, responsabilità, sicurezza, determinazione, coerenza, risolutezza, gestione di inizio e fine delle attività;

Regole (che nascono dal fatto che essere leader vuol dire far gestione delle risorse che sono ludiche, alimentari e sociali):

  • il leader conduce (passare per primo tra le porte)
  • il leader mangia per primo (niente bocconcini dalla tavola)
  • il leader non insegue (il cane non deve rubare)
  • il leader inizia e finisce le interazioni (se ti urta per essere accarezzato non lo accarezzare, se  ti porta la palla non la lanciare, decidi tu quando accarezzarlo o giocare)
  • il leader segna il suo territorio (bisogna seguire il cane che urina ripassando sopra i posti dove lui è passato)
  • il leader dorme in un posto più alto (niente cani su letti o divani nè in braccio)
  • il leader ha i suoi spazi (quando il leader si muove devono essere gli altri a spostarsi)
  • il leader mantiene la postura dominante (non rotolarsi a terra per giocare con il cane e soprattutto non farsi mai sovrastare fisicamente)
  • il lavoro del leader è di proteggere il branco (il cane deve sentirsi al sicuro in presenza del leader non deve tendere a prendere l’iniziativa in presenza di estranei)
  • il leader è calmo controllato e fiducioso (in presenza di possibili pericoli il leader resta calmo, se ti prende l’ansia il cane lo sente e reagisce alla tua paura)

 

Se riusciamo a comportarci come sopra descritto, allora saremo agli occhi del cane, un vero leader degno di rispetto, e a quel punto verrà naturale al cane seguirci in ogni nostra proposta o iniziativa perché avrà fiducia in noi e si sentirà protetto da noi.

Bisogna sempre ricordarsi che essere leader non vuol dire solo aver vantaggi da una posizione gerarchica maggiore, ma anche avere oneri di difesa della famiglia e delle sue necessità.

 

I 4 rituali di Jan Fennel

Vengono riconosciuti dei rituali nel comportamento del cane che si mantengono uguali a come erano quando viveva in natura nei branchi di cani, così anche ora che vive in casa con noi, in un mondo che segue le regole umane.

Sono 4 rituali individuati da Fennel che i cane ha ancora dentro di se e che racchiudono gli istinti:

  • ricongiungimento del branco dopo la separazione: per il cane non è separazione solo quando andiamo a lavoro ma anche quando andiamo al bagno così è necessario per non aumentare l’ansia da separazione ignorarlo ogni volta per una decina di minuti dopo il nostro ritorno o almeno finchè non si calma, nè sguardi, nè parole, nè contatto fisico.
  • difesa dal pericolo: il cane non deve prendere il posto del leader e svolgerne il compito di difesa dal pericolo quando suona il campanello o quando si avvicina un estraneo in passeggiata etc, lui deve solo allertare e poi accettare che il leader prenda le redini della situazione avendo interazione con il campanello o l’estraneo ma senza che il cane interagisca.
  • la caccia: nella vita sociale la caccia è sostituita dalla passeggiata, in questa infatti è il leader che deve decidere quando inizia e quando finisce, dove si va, è il leader che deve passare per primo da porte o cancelli, questo perchè uscire da casa per il cane significa uscire dalla tana quindi è possibile incontrare pericoli, anche qui deve essere il leader a pensarci.
  • consumazione del cibo: in natura i sottoposti si avvicinano al cibo solo dopo che il leader ha finito di mangiare. Anche qui l’uomo per essere leader deve mangiare prima del cane, non dare niente dalla tavola e ignorarlo nelle sue richieste finchè il leader non decide di fare mangiare il cane.

 

Se vuoi spiegato come comportarti da leader con il tuo cane vai alla lezione singola e scrivi leadership nel campo commento prima della prenotazione.

 

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Il gioco

Il gioco serve a migliorare il rapporto tra cane e padrone. E’ scandito da delle regole:

  • inizio e fine sono stabiliti dal padrone (non dal cane che porta il gioco in bocca fino dal padrone bussando al suo braccio)
  • deve essere divertente per il cane (quindi deve vincere qualche volta)
  • non si lasciano i giochi a disposizione del cane (altrimenti perdono valore)

Il gioco migliora il rapporto ed insegna il valore della condivisione.

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Ci sono vari tipi di giochi:

  • i giochi di attività
  • i giochi di concentrazione
  • i giochi di agilità
  • i giochi di controllo
  • i giochi creativi

I giochi di attività sono giochi in cui avviene una reale attività fisica del cane, per esempio il gioco del combattimento amichevole fatto con la treccia o corda, tirando l’uno da una parte e l’altro dall’altra, oppure il gioco del lancio della pallina. Questi sono giochi in cui si impara la competizione e anche la condivisione. Sono giochi che possono portare il cane ad alti livelli di arousal.

I giochi di concentrazione sono i giochi in cui il cane deve porre maggiore concentrazione per trovare una soluzione, quindi invece di energie fisiche come nei giochi di attività, qui mette in gioco energie mentali. Questi sono giochi come l’attivazione mentale o la ricerca olfattiva. Questi giochi stimolano la capacità di concentrazione del cane e implicano l’abbassamento del livello di arousal.

I giochi di agilità sono giochi in cui il cane usa le proprie abilità fisiche per stare in equilibrio su oggetti o per muoversi attraverso oggetti e barriere posti in un percorso da superare. Questo implica sia l’uso di energie fisiche per il movimento che di energie mentali per la concentrazione e la soluzione di problemi. Sono giochi che portano il cane ad abbassare il proprio livello di arousal se sono di equilibrio statico, o ad alzarlo se sono di corsa su un percorso (agility).

I giochi di controllo sono i giochi in cui il cane deve manifestare un comportamento richiesto dal padrone, quindi sono tutti i comportamenti di controllo imparati dal cane, come il seduto o il terra o il resta, durante l’addestramento. Questi implicano poche energie mentali del cane una volta che questo ha acquisito il comportamento da eseguire. Infatti se il comportamento è appreso lo stress del cane è minore. Questi aumentano il livello di collaborazione con il padrone.

I giochi creativi sono i giochi di pura invenzione che si usano per passare del tempo con il cane ma che non hanno fini addestrativi di utilità, semmai di puro divertimento. Sono anche chiamati tricks e sono spesso usati in discipline sportive con la dog dance. Questi aumentano il livello di collaborazione da parte del cane.

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Se vuoi seguire una lezione singola sul gioco prenotala dall’evento e scrivi gioco nel campo commento.

 

 

 

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Il contatto fisico

Il contatto fisico avviene quando due corpi si toccano. Per evitare il contatto fisico indesiderato, che può avere risposte non piacevoli, esistono delle regole da rispettare sullo spazio e sui modi in cui deve avvenire il contatto fisico tra due individui.

La regola fondamentale è che affinchè il contatto fisico sia accettato ci vuole esplicito consenso cioè la volontà di essere toccati da parte dell’altro.

Il contatto fisico non concesso, è violenza per chi lo subisce controvoglia.

Il contatto fisico concesso serve per lasciare che un altro si prenda cura del nostro corpo (grooming, spulciarsi a vicenda) o per marcare gli individui che fanno parte della nostra famiglia (poichè solo a loro permettiamo il contatto fisico).

Quindi il contatto fisico serve per marcare i rapporti.

Quindi se vogliamo accarezzare un cane dobbiamo prima chiedergli il permesso avvicinando la mano dal lato del dorso e dal basso e senza toccarlo, se lui si avvicina a sua volta alla mano e offre il fianco o il sedere allora vuole essere accarezzato, mentre invece se non si avvicina o indietreggia o si avvicina ma solo per odorare la mano e rimane sempre frontale o scosta la testa vuol dire che non gradisce essere accarezzato.

 

Come accarezzare quindi un cane? Quali sono le zone piacevoli e quali quelle fastidiose?

Zone piacevoli:

  • molto: petto, groppa, sotto gola, orecchie
  • medio: fianchi, lato interno zampe, guance
  • poco: esterno zampe

Zone fastidiose:

  • molto: sopra la testa
  • medio: coda
  • poco: schiena e sopra muso

 

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I segnali calmanti

I segnali calmanti servono a manifestare uno stato emotivo.

Sono segnali inviati dal cane sia agli altri cani per dire “vengo in pace, non devi temermi, non cerco guerra, sii pacifico anche tu”, sia verso se stessi per dire “calmati, va tutto bene, c’è la puoi fare”.

I cani di tutto il mondo usano gli stessi segnali.

leccarsi il naso: nasce dal ricordo del cucciolo che lecca le labbra degli adulti per attivarne il rigurgito. Si usa spesso tra sconosciuti. Con l’uomo capita quando: ci si china su di lui, lo si sgrida, lo si abbraccia, è accarezzato sulla testa, ha timore di qualcosa o qualcuno;

sbadigliare: fuori contesto è calmante per se stesso è per gli altri, lo si può fare al cane per calmarlo se è agitato;

grattarsi: fuori contesto (cioè se non ha realmente prurito) è uno scarico di stress accumulato;

scrollarsi: serve per scaricare uno stress accumulato come tensione corporea (carezze da uno sconosciuto, gioco irruenti, etc..);

inchino (statico): se dinamico è un invito al gioco ed è seguito da saltellamenti e corse, mentre se è statico (posizione mantenuta) è un segnale di calma, usato verso cani sconosciuti per chiedere amicizia quando sono nervosi o timidi. Può essere usato anche per chieder spazio;

mettersi in mezzo: il cane si mette tra due o più individui che sono troppo vicini (abbracciati, ballano, litigano) perché li crede in conflitto e fa una barriera, lo fa anche con i cani quando giocano in modo irruento;

mettersi a terra: è un segnale usato dai più anziani per calmare una situazione di agitazione scatenata dai giovani deferenti che fanno caos;

immobilizzarsi: indica che il cane non vuole né offendere né difendere, usato verso cani che si avvicinano troppo velocemente o che annusano il corpo dappertutto e verso uomini che lo sgridano e intimoriscono;

camminare o muoversi lentamente: tutti i movimenti lenti del cane hanno un potere calmante, si può usare anche da uomo a cane per calmarlo, spesso il cane lo usa ritornando dal padrone che lo chiama irritato;

curvare: camminare procedendo con una traiettoria curva per non arrivare frontale su un altro cane;

annusare a terra: a differenza dell’odorato normale, quando è un segnale calmante si tiene lo sguardo con la coda dell’occhio sulla cosa che ci preoccupa e non sul terreno;

distogliere lo sguardo, voltare la testa e il corpo: fissare lo sguardo è un segno di minaccia e anticipa l’aggressione, il suo opposto è distogliere lo sguardo che può essere rafforzato dallo sbattertele palpebre fino a voltare la testa di lato o offrire la schiena;

altri segnali calmanti:

socchiudere gli occhi, sedersi, voltarsi di spalle, agitare la coda, sbattere le palpebre, schioccare le labbra, alzare una zampa, ignorarsi, fare la pipì.

 

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