Classi di socializzazione

Si intendono Classi di socializzaizione, per definizione, gli incontri in area recintata di cani liberi da guinzagli e vincoli con età compresa dai 2 ai 4 mesi. Questo è infatti il periodo in cui avviene la socializzazione nei cuccioli.

Gli altri incontri tra cani il cui intervallo di età non sia quello appena indicato, si chiamano Classi di comunicazione, sottointendendo che vi partecipino cani che sappiano comunicare.

Le classi sono degli incontri tra cani liberi in area recintata in cui i padroni stanno a guardare i loro comportamenti e modi di agire; si possono così leggere ed individuare segnali calmanti o comportamenti di aggressività.

Per organizzare correttamente le classi è necessario non commettere alcuni fondamentali errori che si potrebbero rivelare fatali:

  • organizzare classi composte da un cucciolo e molti adulti; il cucciolo infatti sarebbe terrorizzato mostrando in continuazione segni di sottomissione (spanzamento, etc) poichè in natura una tale distribuzione di soggetti ed età sarebbe possibile sono in caso il cucciolo fosse una preda e gli adulti fossero a caccia; i cuccioli vivono insieme agli altri cuccioli della cucciolata e hanno contatti con i soli genitori come soggetti adulti o al massimo con i cuccioloni fratellastri della generazione precedente; da loro imparano i segnali calmanti, a giocare limitandosi nelle interazioni e la dominanza e sottomissione come regole per rispettare la gerarchia;
  • organizzare classi con cuccioli e cuccioloni di taglia e peso molto diversi tra loro; questo potrebbe infatti portare a problemi di scontri fisici e investimenti involontari con conseguenze fisiche per gli uni e gli altri; i cani di taglia piccola rischiano perchè quelli di taglia grande possono cadergli addosso e con il loro peso provocargli fratture etc; quelli di taglia grande per imitare i moviemnti agili di quelli di taglia piccola potrebbero sforzarsi di fare moviemnti o salti nona datti alla loro struttura che in quel periodo è in piena formazione, con conseguenze come lussazioni, fratture o distorsioni;
  • organizzare classi con cani tutti adulti che non parlano la stessa lingua; ovvero che appartenendo a stadi neotenici diversi, non usano i segnali calmanti allo stesso modo e rischiano di non capirsi, con conseguenze anche gravi; così un lupo cecoslovacco messo in recinto con dei terrier bull, si troverebbe a mandare segnali calmanti con la eleganza e la compostezza del lupo, che resterebbero però inascoltati dai bull che sono invece molto fisici nella comunicazione e che lo aggredirebbero senza problemi; con la conclusione che il lupo cecoslovacco uscirebbe dal recinto oltre che aggredito fisicamente anche con l’errata convinzione che inviare segnali calmanti non serva a nulla, e quindi non riproponendoli piu in futuro in altri incontri anche con altri cani perchè non utili ad evitare lo scontro, ed imparando invece che l’unico modo è attaccare per primo per evitare di essere mangiato vivo;

Per la corretta comunicazine di cani appartenenti a stadi neotenici diversi è necessario che la socializzazione avvenga durante il periodo che va dai 2 ai 4 mesi, e che questi incontri sebbene saltuariamente, si ripropongano durante la fase di crescita per confermarne l’importanza.

La socializzazione è per i cani innaturale e forzata poichè in natura tra i lupi non avviene incontro tra adulti che non sia per lotta per il territorio o per il cibo. Ogni branco delimita il territorio con urina e ululati e nessuno si sogna di varcare le soglie. Casi eccezionali possono essere i gruppi di lupi adulti appartenenti a diversi branchi che si uniscono e collaborano per cacciare prede enormi che invadono i territori di entrambi.

Quando noi organizziamo classi di socializzazione di cani adulti costruiamo forzatamente dei gruppi sociali innaturali, che i cani accettano perchè ormai son ben lontani dai comportamenti dei lupi e hanno accettato la collaborazione con l’uomo.

La corretta classe di socializzazione quindi è costituita da cuccioli tra i 2 ed i 4 mesi, e un adulto competente (che sappia comunicare bene, usare bene i segnali calmanti, e intervenire in caso di eccessi dei cuccioli). Ed è importante farvi partecipare i vostri cuccioli poichè a differenza di ciò che avviene in natura, i cuccioli da allevamento sono separati dalla madre naturale e dai fratelli a partire dai 2 mesi di età e quindi non ricevono gli insegnamenti necessari ad imparare la comunicazione correttamente. Quindi è compito del nuovo proprietario fare in modo che questa lacuna venga colmata.

Come Riconoscere i Segnali dell’aggressività

Negli ultimi tempi si sono moltiplicati i dibattiti riguardanti le cosiddette “razze pericolose”, senza valutare due aspetti fondamentali:

  1. I motivi che spingono il cane a essere aggressivo
  2. I vari tipi di aggressività

Premesso che l’aggressività è una componente normale del comportamento canino, molto spesso diventa inaccettabile e pericoloso per te e per gli altri.

L’aggressività dipende da molti fattori, tra cui:

  • Comportamento istintivo (fattore genetico)
  • Razza
  • Ambiente in cui il cane è cresciuto
  • Età del soggetto ed età di adozione
  • Sesso
  • Stagioni
  • Condizioni fisiche e psicologiche
  • Educazione

I tipi di aggressività:

1. da dominanza o gerarchica
2. da paura
3. da irritazione
4. intraspecifica
5. predatoria
6. territoriale / protettiva
7. da dolore
8. materna
9. reindirizzata (o rediretta)
10. idiopatica

 

1.Da Dominanza o Gerarchica

Non è ne buona ne cattiva perché dovuta al fatto che il cane è un animale che vive in branco; è detta sociale proprio per la natura del cane.

La famiglia è, per il cane, un branco a tutti gli effetti.

È il problema comportamentale più frequente; non dipende dalla razza e spesso è dovuta al fatto che il cane si sente il leader del branco e si comporta come tale.

Se è lui a decidere quando giocare (ti porta il gioco e poi abbaia insistentemente); ti salta addosso; a volte monta la tua gamba (segno estremo di dominanza); se si ribella ai tuoi ordini e alle punizioni; non accetta da te carezze, costrizioni e manipolazioni (esempi di gesti “dominanti”), allora il tuo cane ha questo tipo d’aggressività.

Insomma ti fa capire che è lui che comanda. Devi essere tu a fargli capire che non è così, comportandoti da Leader.

Per non parlare poi di tutti quei segnali di conferma che noi stessi diamo ai nostri cani: li facciamo dormire sul letto, diamo loro il mangiare prima di noi e gli diamo tutto ciò che vuole. Lo facciamo sentire un leader. Per questo Devi ristabilire la gerarchia!

È più frequente nei cani maschi non castrati, quindi un consiglio è di castrarlo appena i sintomi di aggressività si manifestano; questa pratica non elimina il comportamento ma lo rende meno intenso.

È presente soprattutto in animali tra i 18 e 24 mesi (periodo in cui si evidenziano i primi scontri per stabilire la gerarchia nei branchi).
Devi ricordarti una cosa molto importante: non usare la forza e la prepotenza con lui, aggraverebbe il suo comportamento.

 

2.Da Paura

Il cane che si sente minacciato, è impaurito e cerca di scappare da ciò che gli fa paura e se non può scappare, diventa aggressivo. (vedi le 5 F)

Spesso è dovuta a esperienze negative vissute o a una cattiva socializzazione.

Puoi riconoscerla perché il cane, inizialmente, sarà pauroso e schivo ma con il tempo diventa sempre più sicuro e potrebbe attaccare.
La prepotenza non funziona.

 

3.Da Irritazione

Un cane irritato diventa aggressivo.

la cosa che lo irrita potrebbe essere un problema fisico, quindi un consiglio che posso darti è quello di portarlo dal veterinario, per escludere un problema di salute.

 

4.Intraspecifica o Tra cani

Si tratta di un’aggressività anch’essa legata alla dominanza tra due cani; può riguardare sia cani che vivono nella stessa casa sia cani che non si conoscono. È un comportamento naturale che può diventare un problema perché molto pericoloso.

Tra cani che vivono insieme è più frequente tra le femmine; probabilmente non si è ancora stabilita una gerarchia. Tutto qua.

Tra soggetti che non si conoscono è più frequente tra maschi; influiscono su questo atteggiamento gli ormoni sessuali maschili, per questo il consiglio più in voga è la castrazione.

 

5.Predatoria

È diretta verso una “preda”, che questa sia una persona, un oggetto o un altro animale.

di solito questa preda è in movimento. È un comportamento istintivo un pò esagerato rispetto al normale.

 

6.Territoriale/Protettiva

Ha lo scopo di difendere il proprio territorio, ma soprattutto la sua famiglia.

È frequente soprattutto nei maschi giovani e perché legata alla dominanza. Devi fargli capire che non c’è bisogno che protegga la tua casa, perché sei tu che lo fai per lui. Se tu il protettore.

E’ un atteggiamento naturale.

 

7.Da Dolore

È provocata da un dolore ed è frequente soprattutto dai cani anziani. Attaccano lo scocciatore che li disturba.

 

8. Materna

Le femmine diventano molto aggressive durante la gravidanza e dopo il parto.

È una forma di difesa verso i neonati; non deve essere curato perché è un comportamento completamente naturale e di solito cessa dopo lo svezzamento. Non tutte le femmine però sono aggressive, specialmente con te che sei il suo padroncino.

 

9.Rediretta o Reindirizzata

Lo dice la parola stessa: quando il cane vuole attaccare “qualcosa o qualcuno” (come un altro cane o un individuo estraneo), il cane tende ad aggredire il soggetto che fa da ostacolo e che si interpone tra lui e l’oggetto.

Non devi avvicinarti al tuo cane, rischi di essere aggredito.

 

10.Idiopatica o Sindrome del Dr. Jekyll e Mr. Hide

E’ chiamata così perché non si sa a cosa è dovuta e quindi è totalmente imprevedibile.

Non ha un’origine spiegabile.

E’ frequente in alcune razza quali il Cocker Spaniel fulvo, potrebbe esserci una predisposizione genetica.
È una forma rarissima per fortuna.

È difficile da diagnosticare e colpisce animali tra 1 e 3 anni.Un miglioramento purtroppo è molto raro.

 

Cosa fare:

Non usare la forza, peggiora solo il rapporto con il tuo cane e non serve a niente
se hai un cane maschio, valuta l’alternativa della castrazione
I percorsi di “riabilitazione” sono una valida soluzione solo se hai fiducia in te stesso e nel tuo cane. Tu sei il suo migliore amico e devi essere pronto a impegnarti per aiutarlo a diventare un “cane migliore”
Cercare di essere un leader e un capo, sicuro ma affettuoso
Educa il cane fin da piccolo, lui si fida di te
In casi di aggressività intensa e grave, mettiti in contatto con un addestratore cinofilo specializzato in comportamenti aggressivi. Ti saprà guidare nel modo giusto

(fonte: abbaiandosimpara.wordpress.com)

Aggressività e comportamenti aggressivi

Il comportamento di aggressione è stato definito in etologia come una minaccia o un atto fisico contro l’equilibrio psichico e fisico di un individuo. 

Un’altra definizione precisa che “tutti i comportamenti che hanno come risultato il costringere un altro individuo a rimanere a distanza, sia in termini di spazio, sia di contatto sociale, possono essere definiti aggressivi anche se non si verifica alcun danno fisico”.

Una minaccia può essere considerata un’aggressione in cui si verifica una forte enfatizzazione della fase iniziale del comportamento aggressivo e un‘inibizione della fase finale.
In un aggressione vera e propria invece, si ha una contrazione della fase di minaccia, una scarsa o assente comunicazione dell’intento aggressivo e la disinibizione della fase finale.

Nell’introduzione del suo libro “Le chien agressif” Joel Dehasse scrive:

“La credenza popolare descrive il cane aggressivo come un cane cattivo, dominante e responsabile di azioni intenzionalmente malvagie. Ma il cane aggressivo è tutt’altro.
Può essere difensivo o offensivo, controllato o meno, prevedibile o imprevedibile… può pinzare o mordere forte… può anche essere seducente e affettuoso, può prendere iniziative e aiutare le persone in caso di bisogno. Un cane aggressivo ha molte sfaccettature”.

Con questo passaggio Dehasse vuole spiegarci che un cane può manifestare un comportamento di aggressione in diversi modi, per diversi motivi, con diverse intenzioni e, se vogliamo realmente prevedere, prevenire e comprenderele sue motivazioni, dobbiamo svolgere un’analisi molto attenta delle cause e dell’espressione delle sue intenzioni.

L’aggressività è un’espressione dell’etogramma canino (insieme dei comportamenti naturali che caratterizzano una specie). Il problema non è quindi l’aggressività, bensì l’espressione di comportamenti di aggressione in situazioni che potrebbero essere affrontate in un modo completamente differente.

Non dimentichiamoci che la maggior parte delle aggressioni avviene in ambiente domestico e le vittime sono solitamente persone note al cane.
Una maggiore conoscenza dei bisogni del cane, delle caratteristiche etologiche e specifiche di razza e del suo modo di comunicare sono fondamentali per evitare spiacevoli incidenti.

(fonte: www.networkdacani.it a cura di Katia Galbiati – medico veterinario – www.asdtambra.it )

Le 5 F

Le 5 F è il nome abbreviato che si da alle cinque possibili risposte di comportamento che un cane può dare quando si sente minacciato.

Queste parole cominciano appunto per f, e sono:

  1. Flight
  2. Fight
  3. Freeze
  4. Fidget (o Fool around)
  5. Faint

che significano rispettivamente:

  1. Fuga
  2. Attacco
  3. Immobilizzarsi
  4. Scherzare (o Fare lo scemo)
  5. Svenire

Il Flight o Fuga è il comportamento istintivo primario del cane che si sente minacciato. Egli infatti evita sempre ove possibile gli scontri perchè causano perdita di energie che invece dovrebbero essere usate per mantenimento, caccia, calore etc.

Ove non è possibile fuggire, per motivi logistici (quando viene accerchiato o messo al muro) o perchè si trova sul suo territorio e non vuole lasciarlo, il cane sceglie di combattere (Fight) e preferisce passare al comportamento di attacco.

Il Freezing è un comportamento adottato per lo più in condizioni di contatto fisico (un uomo che prende in mano un cane piccolo di taglia, o un cane che odora da vicino naso o genitali di un altro cane) e serve per dimostrare di non voler essere aggressivi aspettando nel contempo che il motivo di minaccia passi da se.

Il Fidget o Fooling Around è l’atteggiamento del far lo scemo, spesso mostrato rotolandosi per terra o girando su stesso, adottato per lo più da soggetti giovani nei confronti dei soggetti minacciosi più adulti allo scopo di comunicare loro la volontà di non voler essere aggressivi o minacciosi a loro volta.

Il Faint o svenimento è più raro e meno conosciuto ma consiste nel fare il morto sempre aspettando che la minaccia passi. E’ una versione più intensa del freezing, immobilizzarsi.

 

 

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Gruppi e razze

Gruppo 1: cani da pastore e bovari escluso i bovari svizzeri

conduttori del gregge: sono stati selezionati per effettuare l’accerchiamento del gregge, il bloccaggio della sequenza predatoria, fissare e pizzicare, hanno una grande intelligenza adatti a ed obbedienza, sono usati negli sport cinofili come l’agility;
guardiani del gregge: sono stati selezionati per stare molto tempo da soli, quindi hanno indipendenza, intraprendenza e capacità decisionale, insieme a scarso interesse predatorio è forte senso di territorialità;
(Pastore belga, bobtail, pastore tedesco, pastore scozzese, pastore maremmano abruzzese, border collie, australian sheperd, australian cattledog, cane lupo cecoslovacco, bauceron, pastore dei Pirenei, welsh corgi, komondor)

Gruppo 2: pinscher, shnauzer, molossi e bovari svizzeri

cani da difesa e da guardia: i pinscher e gli shnauzer sono molto legati al padrone e al loro territorio;
cani da combattimento e da guardia (poi da difesa di proprietà e persone): i molossi sono stati selezionati per il combattimento e poi diventano da difesa, sono quindi territoriali, hanno il senso del possesso, un carattere molto forte e una reattività bassa (di solito per fare la guardia li mettono accanto a degli spitz che hanno una reattività più alta, uno avverte e l’altro attacca);
(Pinscher, dobermann, shnauzer, dogue de Bordeaux, boxer, mastino napoletano, rottweiler, bulldog, bull mastiff, alano, dogo argentino, sharpei, corso, terranova, San Bernardo, leonberger, grande bovaro svizzero)

Gruppo 3: terrier

Sono cani da lavoro, cani da caccia di piccoli mammiferi, indicano al preda con l’abbaio ripetuto, hanno un alto istinto predatorio, necessitano di grande quantità e qualità di movimento, hanno perso i rituali non cruenti del lupo (non capiscono i segnali di inibizione della sequenza aggressiva)
(Jack russell terrier, bull terrier, Yorkshire terrier, american staffordshire terrier, border terrier)

Gruppo 4: bassotti

Anche loro cani da caccia in tana, molto coraggiosi, tenaci e testardi, indicano al preda e la stanano con l’abbaio ripetuto e sono stati selezionati per avere alta competitività per cui hanno grossi problemi a rapportarsi con altri cani.
(Bassotti tedeschi)

Gruppo 5: cani nordici, spitz e primitivi

cani nordici: selezionati per sopravvivere in ambiente ostile, hanno un legame puramente utilitaristico con l’uomo, è finita la stagione tornano abbandonati a se stessi, quindi hanno poco attaccamento al padrone e molta capacità di prendere ciò che conviene al momento. Hanno molto sentiti i rituali di gerarchia per lavorare in branco e per la caccia che è sopravvivenza. Sono in generale cani distaccati, poco tolleranti alle manipolazioni;
spitz: la loro funzione era quella di avvisare il gruppo quando un estraneo entrava nel territorio, hanno alta reattività (usati spesso con i cani molossi per fare la guardia, uno avverte e l’altro attacca);
primitivi: sono quasi tutti cani da caccia;
(Samoiedo, alaskan malamute, siberian husky, spitz tedeschi, groenlandese, volpino italiano, chowchow, alita, shiba, basenji, cirnieco dell’Etna)

Gruppo 6: segugi e cani per pista di sangue

Sono cani che usano l’olfatto più degli altri sensi, hanno molta tenacia, spirito di lavoro in gruppo, sono molto docili, se seguono una pista olfattiva possono anche non sentire il richiamo del padrone (data la concentrazione sul senso dell’olfatto e non sugli altri sensi);
(Foxhound, segugio italiano, Beatles, bassethound, rhodesian ridgeback, dalmata)

Gruppo 7: cani da ferma

La funzione principale e di scovare la preda indicandola al cacciatore con la posa da ferma (fissano la preda), hanno l’istinto predatorio basso, sono cani socievoli;
(Weimaraner, bracco italiano, spinone italiano, setter inglese, setter gordon, setter irlandese)

Gruppo 8: cani da riporto

Sono cani da riporto di selvaggina da acquitrini o arbusti. Le abilità istintive non sono molto sviluppate a vantaggio della versatilità nell’apprendimento di comportamenti nuovi tramite l’addestramento. Sono molto docili;
(Golden Retrievers, Labrador Retrievers, cocker spaniel inglese, spaniel tedesco, cocker spaniel americano, cao de agua)

Gruppo 9: compagnia

Hanno caratteristiche morfologiche infantili, anche il carattere conserva una conformazione neotenica (richiesta di attenzioni, propensione al gioco, scarso istinto predatorio);
(Carlino, bouledog francese, barboni, shitzu, chihuahua, cavalier King charleston spaniel, pechinese)

Gruppo 10: levrieri

Selezionati per avere velocità massima nella caccia, inseguono a vista, hanno un istinto predatorio molto marcato e sono poco competitivi perché cacciano in gruppo, poco abbaio, poco addestrabili, poco reattivi agli stimoli diversi dai visivi;
(Barzoi, levriero afgano, saluki, irish wolfhound, Greyhounds, whippet, azawakh)

 

 

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Le motivazioni

Le motivazioni sono la spinta (drive) per cui un soggetto compie un’azione.

  • motivazione sociale: relazionarsi con altri inter e co-specifici
  • motivazione affiliativa: far parte di un gruppo ristretto
  • motivazione predatoria: seguire piccoli oggetti in movimento
  • motivazione sillegica: collezionare oggetti
  • motivazione territoriale: vigilare e difendere la propria area di insediamento
  • motivazione protettiva: difendere i membri del gruppo branco (famiglia)
  • motivazione perlustrativa: conoscere e mappare il territorio
  • motivazione esplorativa: analizzare un oggetto
  • motivazione epimeletica: prendersi cura degli altri soggetti
  • motivazione et-epimeletica: lasciarsi prendere cura da altri soggetti
  • motivazione competitiva: confrontarsi e gareggiare con altri
  • motivazione possessiva: prendere e tenere con sè un oggetto, una risorsa
  • motivazione collaborativa: svolgere attività con uno o più partner
  • motivazione di ricerca: ricercare oggetti nascosti e tracce olfattive
  • motivazione comunicativa: trasmettere ad altri un contenuto semantico (farsi capire)
  • motivazione cinestetica: fare movimento
  • motivazione di corteggiamento: attirare un partner sessuale
  • motivazione somestetica: esplorazione del proprio corpo

 

Le motivazioni per razze:

  • retriever: alta motivazione sillegica, collaborativa, epimeletica e bassaterritoriale e competitiva
  • cani da guardia: alta motivazione territoriale, possessiva  eprotettiva
  • segugi (tutti i cani da caccia): alta motivazione predatoria e perlustrativa e bassa protettiva e territoriale
  • terrier: alta motivazione predatoria ed esplorativa e bassa epimeletica e collaborativa
  • molossi: alta motivazione territoriale e competitiva e bassa epimeletica e perlustrativa
  • cani nordici: alta motivazione territoriale e perlustrativa e bassa sociale e collaborativa
  • guardiani di greggi: alta motivazione protettiva, territoriale e possessiva e bassa predatoria e collaborativa
  • conduttori di greggi: alta motivazione collaborativa e predatoria e bassa territoriale e possessiva
  • levrieri: alta motivazione predatoria e cinestetica e bassa epimeletica e collaborativa

 

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I bisogni del cane

La piramide dei bisogni di Maslow disegnata per gli uomini viene adattata ai bisogni del cane raggruppando in un unico livello i bisogni fisici e di sicurezza così mentre la piramide per l’uomo ha 5 livelli, quella per il cane ne ha 4.

I livelli per l’uomo sono:

  • liv 1: bisogni fisici (fame, sete, sonno)
  • liv 2: bisogni di sicurezza (protezione)
  • liv 3: bisogni sociali (di appartenenza, amore)
  • liv 4: bisogni di stima (riconoscimento sociale)
  • liv 5: bisogni di autorealizzazione (sviluppo e autostima)

I livelli per il cane sono:

  • liv 1: bisogni fisici (fame, sete, sonno) e bisogni di sicurezza (protezione)
  • liv 2: bisogni sociali (di appartenenza, amore)
  • liv 3: bisogni di stima (riconoscimento sociale)
  • liv 4: bisogni di autorealizzazione (sviluppo e autostima)

Ci si trova in uno stato di benessere quando si possono soddisfare regolarmente i bisogni.

Perchè nasca il desiderio di soddisfare quelli di livello più alto è necessario che siano stati soddisfatti prima quelli di livello inferiore.

Ogni comportamento anche quando sembra insensato è motivato dal tentativo di soddisfare uno o più bisogni.

Liv 1: bisogni fisiologici: se il cane non soddisfa questi bisogni si trova in uno stato di urgenza. Le attività capaci di soddisfare i bisogni sono:

  • attività alimentare per il bisogno di fame e sete
  • attività locomotoria, ludica per il bisogno di movimento
  • attività intellettuale, ludica per il bisogno di superare una paura o insicurezza

 

 

L‘attività intellettuale è 10 volte più faticosa di quella fisica.

Per l’attività locomotoria ludica il cane deve uscire, conoscere posti nuovi, e nuovi individui, socializzare.

Per l’attività alimentare al cane il cibo non deve essere servito solo in ciotola ma anche usato per giochi di attivazione mentale, per rinforzi addestrativi e per la ricerca olfattiva.

Liv 1: bisogni di sicurezza: si soddisfano dando:

  • prevedibilità negli orari (pappa e uscite)
  • chiarezza e coerenza nella comunicazione (usare sempre le stesse parole per lo stesso messaggio)

Liv 2: bisogni di appartenenza e Liv 3: bisogni di stima e accreditamento: si soddisfano:

  • condividendo esperienze con il cane
  • dedicando tempo alle cure parentali
  • imparando a conoscere i segnali e a rispettare la comunicazione tra i corpi
  • dando competenze al cane
  • essendo collaborativi attraverso i giochi

Liv 4: bisogni di autorealizzazione: si soddisfano:

  • facendo cose che piacciono al cane (vedi motivazioni)
  • facendo cose che si discostano dalla routine fornendo stimoli e varietà cognitive (passeggiate in luoghi diversi, insegnare tricks, sport cinofili)

 

Piramide_maslow

 

 

 

 

 

 

 

 

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Il contatto fisico

Il contatto fisico avviene quando due corpi si toccano. Per evitare il contatto fisico indesiderato, che può avere risposte non piacevoli, esistono delle regole da rispettare sullo spazio e sui modi in cui deve avvenire il contatto fisico tra due individui.

La regola fondamentale è che affinchè il contatto fisico sia accettato ci vuole esplicito consenso cioè la volontà di essere toccati da parte dell’altro.

Il contatto fisico non concesso, è violenza per chi lo subisce controvoglia.

Il contatto fisico concesso serve per lasciare che un altro si prenda cura del nostro corpo (grooming, spulciarsi a vicenda) o per marcare gli individui che fanno parte della nostra famiglia (poichè solo a loro permettiamo il contatto fisico).

Quindi il contatto fisico serve per marcare i rapporti.

Quindi se vogliamo accarezzare un cane dobbiamo prima chiedergli il permesso avvicinando la mano dal lato del dorso e dal basso e senza toccarlo, se lui si avvicina a sua volta alla mano e offre il fianco o il sedere allora vuole essere accarezzato, mentre invece se non si avvicina o indietreggia o si avvicina ma solo per odorare la mano e rimane sempre frontale o scosta la testa vuol dire che non gradisce essere accarezzato.

 

Come accarezzare quindi un cane? Quali sono le zone piacevoli e quali quelle fastidiose?

Zone piacevoli:

  • molto: petto, groppa, sotto gola, orecchie
  • medio: fianchi, lato interno zampe, guance
  • poco: esterno zampe

Zone fastidiose:

  • molto: sopra la testa
  • medio: coda
  • poco: schiena e sopra muso

 

contatto-fisico

 

 

 

 

 

 

 

 

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Le eliminazioni inappropriate (urina e feci)

Uno dei problemi ricorrenti dei padroni di cani è il fatto che questi ultimi hanno preso l’abitudine di rilasciare i propri bisogni in casa invece di farli fuori durante la passeggiata con il padrone. I motivi di questa scelta del cane possono essere di varia natura.

Educazione non corretta

Il cane entro i 4 mesi di età non ha ancora la capacità di controllare l’emissione di urina e feci e quindi naturale che la faccia quando ne sente lo stimolo e non la trattenga aspettando la passeggiata. Lo stimolo viene sempre dopo il risveglio dal riposo, o dopo il gioco o dopo il pasto. Gli errori educativo più frequenti in questi casi sono:

  • Punire il cucciolo dopo aver sporcato
  • Fare poche uscite o farle troppo brevi
  • Utilizzare pannolini o faldoni
  • Interrompere la  passeggiata non appena il cucciolo ha fatto i bisogni
  • Concludere la passeggiata anche se il cucciolo non ha fatto i bisogni

Questi comportamenti infatti non portano alla soluzione del problema ma la inaspriscono aumentando il numero di volte in cui il cucciolo preferirà farla dentro piuttosto che fuori, e non a vista dal suo proprietario. Inoltre aumentano l’ansia e lo stress del cucciolo che non ha chiari riferimenti sul dove o quando farla e in più rovina il rapporto con il suo padrone poichè riceve punizioni senza motivo, a suo dire, poichè non è in grado di associarle all’azione che il padrone vorrebbe invece punire.

Per una corretta educazione bisogna invece:

  • Fare frequenti passeggiate
  • Non interrompere la passeggiata subito dopo l’eliminazione ma continuare ancora per un po a passeggiare
  • Non tornare a casa se il cucciolo non ha eliminato
  • Premiare il cucciolo quando si mette in posizione per eliminare (urinare o defecare) (intendendo con premio la lode verbale – bravo!! Bravo!! – E non la carezza fisica)
  • Non punire il cucciolo per gli incidenti in casa, ma pulire ed ignorarlo, non mostrandosi nervosi per l’accaduto
  • Tenere d’occhio il cucciolo sotto casa in modo da anticipare il momento in cui cerca un posto per eliminare (quando si gira su se stesso  odora molto per terra un punto preciso) in modo da portarlo subito fuori
  • Confinare il cucciolo in casa in un box o trasportino durante l’assenza del proprietario o durante la notte
  • E soprattutto per ultimo ma non meno importante, avere tanta tanta pazienza!!

 

Problemi clinici

Bisogna verificare tramite visita dal veterinario ed eventuali esami che il cane non abbia problemi all’apparato urinario e defecatorio, come infezioni o malattie. In tal caso è possibile che esso abbia la necessità di sporcare non potendosi trattenere.

Problemi legati all’età

Con l’età insorgono malattie a vari organi, alcuni dei quali possono essere il tratto intestinale o gastrico o i reni, che possono portare il cane ad aver bisogno di sporcare senza potersi trattenere.

Marcatura

E’ possibile, se si tratta di un maschio adulto o di una femmina dominante, che la volontà di sporcare in casa sia collegata al bisogno istintivo di marcare, per segnare il proprio territorio e comunicare agli altri la propria presenza. Questo può avvenire in presenza di ormoni femminili causati da calori di femmine vicine (se si tratta di maschio intero che urina in casa) o di conflitti con il proprio proprietario o con un abitante della casa, che possono essere nati da contatto fisico errato o da competizione sulle risorse in generale. Questi problemi si risolvono nella maggior parte dei casi con la sterilizzazione dei soggetti, e con il corretto controllo delle risorse e dei mezzi comunicativi corretti. Infatti la marcatura è per il cane un mezzo comunicativo, e se sente il bisogno di marcare vuol dire che ha bisogno di manifestare la sua identità, e di urlarla agli altri. Risolvendo i problemi sociali tra coabitanti con la corretta comunicazione, e sessuali con la sterilizzazione è molto probabile che la marcatura non sia più necessaria.

Ansia da separazione

In caso di cane ansioso o di padrone non cosciente dei messaggi che manda al suo cane subito prima di uscire o subito dopo il rientro, può capitare che il cane durante l’assenza manifesti la sua ansia da separazione segnando in casa. In questo caso spesso l’ansia congenita del cane è aumentata dal comportamento assunto dal padrone subito prima di uscire per una lunga assenza (ore) o subito dopo essere rientrato a casa dopo una lunga assenza (ore) incentivando lo stress già accumulato dal cane in modo innato. Basterebbe quindi modificare questi comportamenti per abbassare il livello di ansia del cane.

Paura

Quando il cane è pauroso questo può avere delle eliminazioni per contrazione involontaria dei muscoli della vescica e del colon. In genere in questi casi insieme alla eliminazione ci sono anche tremori, affanno, coda tra le gambe, etc. Se il cane è molto pauroso è possibile che questo abbia problemi a urinare o defecare fuori casa per paura di ciò che non conosce e si senta  a suo agio a eliminare solo quando rientrato a casa. Le eliminazioni infatti sono per i cani un mezzo comunicativo e i cani vedono il mondo diviso in due tipi di soggetti: prede e predatori. Quindi i cani paurosi si sentono ovviamente prede e evitano quindi volontariamente di dare informazioni di se e del loro passaggio ai predatori che sono nel mondo circostante.

 

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Le eliminazioni inappropriate (urina e feci). Come valuti questo articolo?

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Le doti caratteriali

Le doti caratteriali dei cani sono diverse anche tra soggetti della stessa razza, esse identificano il carattere del singolo individuo e il loro valore ci aiuta a capire che tipo di risposta l’animale darà nelle varie situazioni da affrontare.

Esse sono:

  • tempra: è la capacità del cane, di fronte ad uno stomolo avversativo, di riportare il sistema nervoso all’equilibrio iniziale. Può essere: passiva, in assenza di stimoli; attiva, in presenza di stimoli; fisica, capacità di adattamento all’ambiente, sopportazione fisica del dolore; mentale, capacità concentrativa, tempo di concentrazione ed attenzione;
  • docilità: tendenza del cane a collaborare con l’uomo vedendo in esso un superiore gerarchico
  • socievolezza: capacità del cane a relazionarsi con un estraneo, può essere intra o extra specifica
  • socialità: capacità del soggetto di cercare la comunicazione con il leader (questa dote influenza molto le gratificazioni sociali)
  • reattività: capacità di reazione ad uno stimolo negativo, si misura valutando la soglia di stimolo del cane che può essere bassa – sufficiente – media – alta; la soglia di stimolo e la reattività sono inversamente proporzionali
  • nevrilità: è la velocità con cui si sposta nell’ambiente. Essa influenza la velocità di esecuzione degli esercizi e la tenuta concentrativa. Un cane nevrile vive in uno stato eccitativo medio più alto di un cane meno nevrile. E’ quindi portato più velocemente ad ipereccitarsi perdendo l alucidità.
  • predatorietà: capacità del cane di eccitarsi ad inseguire una preda. Questa dote dà valore alla risorsa gioco
  • aggressività: è una motivazione ad agire che viene attivata dall’incontro con un individuo con il quale esista una competizione per le risorse primarie. Il comportamento aggressivo comprende attività motorie (approccio). emissione di segnali (ringhio), e interazioni fisiche (lotte ritualizzate e non). Può essere: genetica, i soggetti sono geneticamente aggressivi; appresa o indotta, hanno imparato dalle esperienze che è una tattica vincente; da autodifesa, scelgono la fusa se possono ma se costretti mordono e poi scappano
  • possessività: la tendenza  a difendere le risorse importanti
  • territorialità: la difesa del territorio
  • temperamento: insieme delle tendenze ereditarie (genetiche) che appaiono precocemente e che continuano per tutta la vita, e che costituiscono il fondamento della personalità (il carattere)
  • mordacità: caratteristica che induce a provare gusto nel mordere
  • combattività: espressa durante il morso, quando il cane sbatacchia la preda (legata alla mordacità)
  • vigilanza: capacità di adottare atteggiamenti vigili e attenti agli stimoli provenienti dall’esterno (è collegata alla territorialità)
  • curiosità: caratteristica dell’essere interessati a ciò che avviene attorno a loro
  • arousal: è il livello di eccitazioneche il cane ha di fronte ad uno stimolo. Esso è basso – medio – buono – alto – iper
  • equilibrio caratteriale: un cane è equilibrato quando nessuna di queste doti spicca rispetto alle altre permettendo al cane di rimanere lucido anche in situazioni di alto stress o ipereccitabilità
  • solidità caratteriale: un cane è solido caratterialmente quando pur avendo una dote più spiccata delle altre (e quindi in alcuni casi può perdere di lucidità) la sua risposta è sempre uguale nel tempo

 

 

 

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