Il guinzaglio

Di solito il problema del cane che tira al guinzaglio si manifesta già quando il cane è cucciolo ed è una naturale abitudine del piccolo.

 

Il problema è che molti proprietari inesperti ritengono questo comportamento una normalità e non lo prendono con la dovuta importanza, sottovalutando che il cucciolo in pochi mesi diventerà un cane adulto di oltre 30/35 Kg.

 

I motivi di questo comportamento sono tanti, ma partono tutti dal grado gerarchico in cui il cane si pone verso il padrone: il cane non vede il proprietario come leader e ritiene che le sue decisioni hanno poco valore!

 

Se fate un’escursione in montagna con una persona e durante il cammino notate che questa non conosce bene il percorso o è titubante, la cosa più naturale è quella di prendere l’iniziativa (potere decisionale = capo branco)

Inoltre ci possono essere altri motivi che influenzano il comportamento del tirare (l’età, il carattere, la paura o l’aggressività, il proprietario).

 

Per insegnare al cane a non tirare al guinzaglio e rendere la passeggiata più piacevole, senza tornare a casa con un braccio più lungo dell’altro, per prima cosa dobbiamo rendere questo comportamento il più vantaggioso e piacevole per il cane.

L’utilizzo di collari a strozzo, semi strozzo o strattonare il cane in continuazione non gli insegna a non tirare, ma gli insegna ad avere paura del guinzaglio .

 

Con un bambino, se ci stiamo avvicinando al parco e notiamo un’altro bambino nelle vicinanze e lui inizia a tirare, noi non lo strattoniamo per il braccio, ma gli facciamo capire che se cammina vicino a noi senza tirare oltre ad arrivare al parco gli compreremo anche un gelato!!!

Con il cane si può considerare la stessa situazione e ci dovremo comportare allo stesso modo … tu non tiri e io ti do un premio (bocconcino)

 

È meglio usare i bocconcini che si trovano anche sfusi nei negozi invece delle crocchette che abitualmente mangia, in modo da stimolarlo con qualcosa che ha un sapore diverso dal mangime e in più sono meno secchi.

 

Scegliete un luogo tranquillo privo di distrazioni, prendete una bella scorta di bocconcini, legate al guinzaglio il cane e nello stesso momento rinforzate con il bocconcino, in modo che l’esperienza del guinzaglio si positiva.

 

Camminate con un passo normale e ogni volta che il guinzaglio non è in tensione rinforzate con un premio il cucciolo, cercate di tenere il cane a sinistra e mantenete la vostra scelta. In breve tempo il vostro cucciolo imparerà a stare vicino ai vostri piedi perché è molto conveniente per lui.

 

Se il cane è già adulto, ogni volta che il vostro cane vi precede e tira, fermatevi e gli date le spalle.

 

A questo punto il cane ha 2 possibilità:

 

1) Tirare ancora di più per portarvi dove vuole lui (ovviamente non dovrà mai riuscirci, quindi restate fermi ben saldi ma senza strattonare il guinzaglio);

 

2) Scegliere di venire nella vostra direzione, in quel preciso momento dovete rinforzare con un bocconcino.
Ripetete ogni volta che accade la sequenza descritta e con molta pazienza e costanza otterrete il risultato desiderato.

 

(Fonte: www.mylabrador.it)

Addestramento di base

Addestrare vuol dire rendere destro ovvero rendere capace, significa dare al cane delle competenze nuove e insegnargli nuovi comportamenti allo scopo di renderlo più capace di affrontare la vita sociale che si trova ad affrontare in compagnia dell’uomo e che a differenza di quella che avevano i suoi antenati lupi liberi di vivere nella natura selvaggia, ha delle regole diverse che è bene rispettare per non causare problemi. Un cane educato è sempre amato da tutti.

Partiamo dal presupposto che un cane sa già fare dei comportamenti, seduto, terra, resta etc, solo che non sa che noi li chiamiamo così, con queste parole, quindi se le usassimo per chiedergli il comportamento otterremmo una faccia a punto interrogativo, giustamente, non capendo il cane cosa vogliamo da lui.

Il comportamento al cane si può insegnare in diversi modi, i più importanti sono:

  • louring, ovvero in stimolo, cioè con il bocconcino davanti al naso allo scopo di far si che lui segua il movimento della mano e guidato in tal modo compia il comportamento richiesto e sia quindi premiato;
  • shaping, ovvero modellamento, cioè senza bocconcino davanti al naso, si aspetta con pazienza che il cane presenti spontaneamente il comportamento richiesto o un qualunque altro comportamento che si avvicina a quello richiesto e che verrà perciò premiato, modellando così il comportamento premiando man mano i comportamenti che si avvicinano sempre di più a quello richiesto;

 

addestramento_del_cane_2

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

In entrambi i casi è importante essere precisi nella comunicazione con il cane, e quindi è importante usare il clicker che è uno strumento che facilita e velocizza l’apprendimento del cane poichè gli indica con il suo suono netto il momento esatto in cui sta compiendo il comportamento che verrà premiato dal bocconcino che segue subito dopo, in tal modo il cane saprà qual’è il comportamento da riproporre.

Il target è un oggetto che viene usato per dare al cane un riferimento ottico o fisico di un punto in cui deve posizionarsi, o raggiungere, o toccare, insomma con cui deve interagire. Questo può essere un tappetino per indicare al cane che deve stare seduto li sopra, o la mano o una bacchetta come il target stick, bacchetta che viene usata per l’addestramento per indicare il target a distanza poichè è allungabile, o un cesto in cui dobbiamo insegnare al cane a riporre gli oggetti e così via.

Le fasi

Le fasi principali dell’addestramento sono:

l’esecuzione del comportamento che vogliamo insegnargli:

  • esecuzione del comportamento, con premio a rapporto fisso, 1:1, si premia ogni volta che il cane compie correttamente l’azione;
  • esecuzione del comportamento, con premio a rapporto fisso, 1:2 (oppure 1:3 etc), si premia una volta si e una no (oppure una si e due no) delle volte in cui il cane compie correttamente l’azione;
  • esecuzione del comportamento, con premio a rapporto variabile, si premia in rapporto casuale, e il rapporto con cui si premia varia all’interno della stessa sessione (esempio una volta premio, poi due no, poi due si, poi una no, poi tre si etc);

una volta acquisito il comportamento dobbiamo rafforzare la concentrazione del cane ad eseguirlo in presenza di stimoli esterni, si esegue così la:

  • generalizzazione, ovvero si fa eseguire al cane il comportamento in condizioni diverse, posti diversi, con e senza guinzaglio, mentre il borsino con i bocconi sta sul tavolo, o sulla nostra cinta, o con cibo di tipo diverso per ogni sessione etc.
  • distrazione, si inserisce durante l’esecuzione del comportamento una sequenza di elementi che possono indurre il cane a distrarsi, come suoni, persone che camminano, altri animali in giro etc

 

educazioen base

 

 

 

 

 

 

 

 

una volta acquisito il comportamento anche in condizione di distrazioni (il cane riesce ad eseguirlo in modo cosciente e concentrato), si inserisce il segnale, che può essere visivo (gestuale) o uditivo (verbale) o entrambi:

  • all’inizio si ripete il nome del segnale che si intende usare per quel comportamento mentre il cane lo esegue;
  • in seguito si ripete il segnale un po in anticipo rispetto al momento in cui il cane esegue, ovvero quando sta per eseguire il comportamento;
  • alla fine si richiede al cane di eseguire il comportamento pronunciando il segnale verbale in anticipo, se il cane esegue si premia, se non esegue si aiuta con gli help, o aiuti, che sono i gesti che sono stati eseguiti per portare il cane a compiere il comportamento, così per associazioni successive e per anticipazione il cane esegue il comportamento perchè sa che con quel gesto intendiamo chiedergli quel comportamento, e successivamente fa un’associazione di secondo livello tra il segnale verbale e il gestuale dato che ogni volta che pronunciamo il verbale poi lo facciamo seguire dal gestuale (che lui conosce, e sa cosa vuol dire) e quindi infine arriverà ad eseguire il comportamento solo pronunciando il segnale verbale grazie all’associazione tra gli stimoli (condizionamento classico);

la fase finale e più importante è il mantenimento, infatti anche quando un comportamento è appreso questo può deteriorarsi se non viene mantenuto, così periodicamente riproporremo questo esercizio al cane per mantenerlo fresco in memoria.

Nel caso particolare del resta si distinguono inoltre tre variabili da considerare per insegnare al cane a restare:

  • tempo: insegnare al cane a restare prima per due sec, e poi click e premio, poi in un’altra sessione per 4 sec e click e premio, poi via via sempre per più tempo, in tutte queste fasi noi non ci dobbiamo muovere dalla nostra posizione;
  • distanza: insegnato al cane a restare per un certo tempo, per esempio un minuto, possiamo lavorare sulla variabile distanza ovvero diamo il resta al cane e iniziamo ad allontanarci, inizialmente faremo solo un passo con una rotazione di busto prima di un quarto, e poi in sessione successiva di mezzo busto in modo da dare le spalle al cane per un passo intero e poi tornare e click e premio, poi aumenteremo pian piano nelle sessioni successive la distanza sempre di più, cliccando e premiando solo quando saremo tornati in posizione davanti al cane;
  • vista: l’ultima e più difficile variabile con cui ci resta da lavorare è la variabile vista, questa implica che dobbiamo insegnare al cane a restare anche quando il conduttore va fuori vista, esempio svolta un angolo o si chiude una porta dietro di se, procederemo una volta che il cane ha imparato a restare per una certa distanza esempio 10 metri a mettere in resta il cane, e allontanarci da lui di quella stessa distanza e non di più a cui è stato abituato, a quella distanza svoltiamo un angolo o ci chiudiamo dietro una porta in modo da non essere più a vista del cane e dopo un sec ritorniamo a vista e ritorniamo indietro da lui e click e premio come prima, bisogna fare in modo poi che nelle sessioni successive questo tempo venga via via aumentato, da 2 sec a 4 sec etc, mai più di 2 sec per volta da una sessione alla successiva;

N. B.: il rinforzo a rapporto variabile incentiva il cane di più di quello a rapporto fisso poichè la prevedibilità del premio nel rapporto fisso crea monotonia nell’esercizio e poca voglia di collaborare nel cane che si stanca presto, mentre il rapporto variabile stimola il cane a riproporre il comportamento nella speranza di trovarsi nella volta buona in cui verrà premiato (è il concetto della slot machine);

obedience2

 

 

 

 

 

 

 

Addestramento a rinforzo positivo

addestramento-a-rinforzo-positivo-819x1024

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Terra

terra

 

 

 

 

 

 

 

 

Saetta target zampa in shaping

 

 

Saetta terra in shaping

 

 

Saetta muso (tocca con muso) segnale variabile

 

 

Saetta terra resta 2 sec

 

Addestramento di base. Come valuti questo articolo?

View Results

Loading ... Loading ...

La tabella dei rinforzi

La tabella dei rinforzi così chiamata, è una tabella che riporta la struttura di rinforzi e punizioni da usare in addestramento con il cane per aumentare o diminuire la probabilità che un tale comportamento venga ripetuto in futuro.
I rinforzi infatti sono delle azioni che noi compiamo in conseguenza alla risposta che il cane ci ha dato, che aumentano la probabilità che il cane ripeta in futuro quel comportamento che abbiamo appunto rinforzato.
Le punizioni invece sono delle azioni che noi compiamo in seguito alla risposta che il cane ci ha dato, che diminuiscono la probabilità che in futuro il cane ripresenti quel comportamento.
Entrambi, rinforzi e punizioni, possono essere positivi o negativi, inteso in senso matematico. Ovvero possiamo avere:
rinforzo positivo: una cosa bella che diamo al cane e che gli piace, quindi ripeterà il comportamento per riaverla;
rinforzo negativo: una cosa brutta che togliamo al cane e che non gli piaceva, quindi ripeterà il comportamento per averla tolta di nuovo;
punizione positiva: una cosa brutta che diamo al cane e che non gli piace, quindi non ripeterà il comportamento per non averla di nuovo;
punizione negativa: una cosa bella che togliamo al cane e che gli piaceva, quindi non ripeterà il comportamento per non averla tolta di nuovo;
In questo modo è possibile vedere che l’azione da noi intrapresa in conseguenza alla risposta comportamentale che il cane ci ha dato, influirà sui comportamenti che sceglierà di riproporre in futuro. In questo modo è quindi possibile rinforzare taluni comportamenti a noi graditi o evitare che certi altri siano riproposti in futuro.
Rinforzo e punizione vanno intesi dal punto di vista del cane, cioè una cosa che gli piace o una cosa che non gli piace.
Inoltre ci sono anche gli stimoli neutri che non alterano il comportamento del cane.
I fattori che influenzano l’efficacia della punizione sono:
immediatezza: la punizione deve essere data immediatamente dopo il comportamento da modificare;
intensità: deve essere adeguata al comportamento errato e non eccessiva;
frequenza: si deve punire ogni volta che si presenta il comportamento da estinguere, infatti la punizione intermittente consente la rapida ripresa del comportamento da estinguere.

 

tabella-rinforzi

 

 

 

 

 

 

tabella-dei-rinforzi-975x1024

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La tabella dei rinforzi. Come valuti questo articolo?

View Results

Loading ... Loading ...