Le doti caratteriali

Le doti caratteriali dei cani sono diverse anche tra soggetti della stessa razza, esse identificano il carattere del singolo individuo e il loro valore ci aiuta a capire che tipo di risposta l’animale darà nelle varie situazioni da affrontare.

Esse sono:

  • tempra: è la capacità del cane, di fronte ad uno stomolo avversativo, di riportare il sistema nervoso all’equilibrio iniziale. Può essere: passiva, in assenza di stimoli; attiva, in presenza di stimoli; fisica, capacità di adattamento all’ambiente, sopportazione fisica del dolore; mentale, capacità concentrativa, tempo di concentrazione ed attenzione;
  • docilità: tendenza del cane a collaborare con l’uomo vedendo in esso un superiore gerarchico
  • socievolezza: capacità del cane a relazionarsi con un estraneo, può essere intra o extra specifica
  • socialità: capacità del soggetto di cercare la comunicazione con il leader (questa dote influenza molto le gratificazioni sociali)
  • reattività: capacità di reazione ad uno stimolo negativo, si misura valutando la soglia di stimolo del cane che può essere bassa – sufficiente – media – alta; la soglia di stimolo e la reattività sono inversamente proporzionali
  • nevrilità: è la velocità con cui si sposta nell’ambiente. Essa influenza la velocità di esecuzione degli esercizi e la tenuta concentrativa. Un cane nevrile vive in uno stato eccitativo medio più alto di un cane meno nevrile. E’ quindi portato più velocemente ad ipereccitarsi perdendo l alucidità.
  • predatorietà: capacità del cane di eccitarsi ad inseguire una preda. Questa dote dà valore alla risorsa gioco
  • aggressività: è una motivazione ad agire che viene attivata dall’incontro con un individuo con il quale esista una competizione per le risorse primarie. Il comportamento aggressivo comprende attività motorie (approccio). emissione di segnali (ringhio), e interazioni fisiche (lotte ritualizzate e non). Può essere: genetica, i soggetti sono geneticamente aggressivi; appresa o indotta, hanno imparato dalle esperienze che è una tattica vincente; da autodifesa, scelgono la fusa se possono ma se costretti mordono e poi scappano
  • possessività: la tendenza  a difendere le risorse importanti
  • territorialità: la difesa del territorio
  • temperamento: insieme delle tendenze ereditarie (genetiche) che appaiono precocemente e che continuano per tutta la vita, e che costituiscono il fondamento della personalità (il carattere)
  • mordacità: caratteristica che induce a provare gusto nel mordere
  • combattività: espressa durante il morso, quando il cane sbatacchia la preda (legata alla mordacità)
  • vigilanza: capacità di adottare atteggiamenti vigili e attenti agli stimoli provenienti dall’esterno (è collegata alla territorialità)
  • curiosità: caratteristica dell’essere interessati a ciò che avviene attorno a loro
  • arousal: è il livello di eccitazioneche il cane ha di fronte ad uno stimolo. Esso è basso – medio – buono – alto – iper
  • equilibrio caratteriale: un cane è equilibrato quando nessuna di queste doti spicca rispetto alle altre permettendo al cane di rimanere lucido anche in situazioni di alto stress o ipereccitabilità
  • solidità caratteriale: un cane è solido caratterialmente quando pur avendo una dote più spiccata delle altre (e quindi in alcuni casi può perdere di lucidità) la sua risposta è sempre uguale nel tempo

 

 

 

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La frustrazione – Lo stress – L’arousal – L’omeostasi

La frustrazione è:

attiva diretta: quando il cane salta addosso e va sulla risorsa

attiva indiretta: quando il salta addosso ma senza andare sulla risorsa

passiva: quando il cane se ne va

 

Se non ci si ferma di fare esercizi mentre il cane è sotto stress le fasi successive possibili che attraversa sono:

processo evitativo: il cane non esegue il comportamento anche se lo sa fare

azione sostitutiva: il cane esegue un altro comportamento

scarico e disimpegno: il cane mi abbandona e se ne va

 

Se insistiamo mentre è in stress a chiedergli comportamenti il cane entra in conflitto in ordine con:

esercizio

ambiente

proprietario

Perciò bisogna concludere l’esercizio prima dello stress cioè sul picco di comportamento (il momento migliore dell’esecuzione del comportamento in questa sessione di esercizi, prima di andare in stress e peggiorare l’esecuzione)

 

L’arousal è il livello di attivazione di un soggetto. Con bassi livelli di attivazione l’individuo si distrae facilmente e ha una perdita dell’attenzione, mentre con elevati livelli di attivazione il soggetto ha un’eccessiva ansietà, aumento dell’esplorazione, con conseguente disorganizzazione del comportamento.

Quindi l’apprendimento e l’efficienza vanno insieme ad un livello intermedio di attivazione.

Lo stressor è una situazione o stimolo e può essere positiva o negativa.

Lo stress, che significa sforzo, è la risposta generica dell’organismo allo stimolo stressante.

Ad uno stress acuto l’organismo risponde con una sindrome di adattamento (o coping) composta da tre fasi:

fase di allarme: si attivano il sistema endocrino e il sistema nervoso (indici fisiologici al massimo) per ottimizzare la reazione

fase di resistenza: avviene adattamento, è una fase di sopravvivenza, gli indici fisiologici si normalizzano (eustress, positivo)

fase di esaurimento: quando lo stimolo negativo è prolungato, le variazioni ormonali diventano stabili (causando problemi di salute fisica e psicologica) quindi si indebolisce e non riesce più a difendersi (distress, stress cronico, negativo)

 

L’omeostasi (etimologicamente stessa fissità) è il principio per cui il sistema tende a ritornare alla condizione di equilibrio al variare delle condizioni esterne attraverso dei meccanismi autoregolatori.

Il circuito di feedback negativo fa in modo che quando una variabile ha cambiato il suo valore, i sensori lo comunicano alla centralina che si adopera tramite gli effettori a variare il valore della variabile affinchè ritorni lo stato di equilibrio.

Il circuito a feedback positivo invece è un processo per cui il valore della variabile si allontana sempre più dallo stato di equilibrio.

 

La frustrazione - lo stress - l'arousal - l'omeostasi. Come valuti questo articolo?

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