L’Olfatto e l’attivazione mentale

Gli esercizi di attivazione mentale sono esercizi proposti al cane in cui questo deve risolvere un problema per trovare la soluzione ed arrivare al meritato premio.

Gli esercizi vanno posti al cane in ordine crescente di difficoltà partendo da quelli realmente molto semplici per incentivare così il cane a risolverli e arrivare alla soluzione e quindi al premio. Iniziando da quelli facili il cane sarà automaticamente auto premiato e aumenterà la sua autostima e sicurezza, abbassando i suoi livelli di stress e imparando a concentrarsi sempre di più.

Questo permetterà di risolvere poi via via gli esercizi più complessi, con l’uso anche parziale di comportamenti acquisiti dalla soluzione degli esercizi precedenti perché questi sono stati favorevoli alla soluzione del problema.

L’attività mentale del cane impegna energie 10 volte di più di quella fisica. Quindi molto spesso questi esercizi vengono proposti al cane durante le giornate di pioggia in cui non si può fare la lunga passeggiata fuori, per impegnarlo mentalmente e fargli consumare così le energie che normalmente consuma facendo una lunga passeggiata o corsa o esplorando e annusando odori nuovi.

Ma questi esercizi non sono da confondere con esercizi che servono per tenere il cane impegnato mentre facciamo altre attività! Infatti al cane questi esercizi devono essere proposti in nostra presenza, non si deve mai lasciare un cane da solo a risolvere un problema con l’attivazione mentale.

Gli esercizi vanno risolti completamente e solamente dal cane, non gli si deve suggerire come fare, nè indicando con gesti né verbalmente dando comandi altrimenti il cane starà eseguendo un comportamento sotto condizionamento.

Il cane deve semmai già possedere delle conoscenze di base, cioè i singoli comportamenti necessari per sbloccare l’esercizio, ma deve decidere lui autonomamente quale usare e quando, imparando poi dalla sua stessa esperienza la convenienza dell’usarne uno o l’altro a seconda dei casi che gli si presentano davanti.

A questo scopo il cane va preparato prima all’apprendimento, tramite condizionamento, dei comportamenti base da poter applicare durante gli esercizi. Questo può essere fatto tramite condizionamento utilizzando il clicker.

Così gli si può insegnare a tirare una cordicella afferrandola con gli incisivi, o a sbattere la zampa anteriore su una leva, o a spingere con il muso qualcosa, o a tirare a sé qualcosa facendo il movimento con le zampe anteriori come se scavasse la terra, e così via.

Questi comportamenti poi una volta appresi, possono essere riproposti dal cane in qualunque situazione lui ritenga sia valido usarli allo scopo di raggiungere il premio.

Il cane non va incitato, e non gli va fatta fretta, solo perchè per i nostri canoni un esercizio è facile da risolvere non vuol dire che lo sia anche per lui.

Ogni cane è diverso, ognuno ha i suoi tempi. Anche due cani che conoscono gli stessi comportamenti di base, posso scegliere di risolvere lo stesso esercizio usando due comportamenti diversi, entrambi efficaci per arrivare allo scopo.

Questo fa parte dell’esperienza di un cane. Se quel comportamento è risultato utile più volte di un altro allo scopo di arrivare al premio, il cane lo riproporrà più spesso.

Se ogni volta che si presenta una cordicella è stato utile afferrarla con i denti e tirarla per risolvere il problema,il cane lo riproporrà come primo comportamento perché la sua esperienza gli dice che è il più valido allo scopo.

Gli insegnamenti acquisiti dal cane grazie alla esperienza diretta con il problema e soprattutto alla necessità di dover trovare dal solo la soluzione (attivazione mentale), sono comportamenti che nella memoria del cane sono più facilmente accessibili per utilizzi futuri, rispetto a quelli appresi con condizionamento (click premio) che spesso necessitano di esercizi di ripetizione per il loro mantenimento.

In tutto questo come viene usato l’olfatto dal cane?

Mentre si preparano i giochi, il cane sa già, perchè lo sente con il suo naso, che tipo di premio stiamo usando, e guardandoci inserirlo nel vano da scoprire, sa anche dove questo sia.

Così una volta messo di fronte all’esercizio il cane non deve usare l’olfatto per trovare il cibo, perchè già sa dov’è e cos’è. Non deve fare ricerca olfattiva come per mantrailing etc.

Deve invece usare il cervello per pensare a come fare per arrivarci.

Da questo punto di vista quindi più che con l’olfatto gli esercizi di attivazione mentale si risolvono usando la vista, cioè il cane vede un tubo e pensa alla pallina che gli scorre dentro, vede un cassettino con la cordicella sul manico e pensa a tirarla per aprirlo.

E tutto questo ragionamento per il cane è sempre più fluido ed ovvio quanto più spesso il cane è stato messo di fronte ad un esercizio di questo tipo per risolverlo.

Un cane che non ne ha mai fatti ed è abituato a ricevere il cibo dalla mano del padrone, anche davanti ad uno scolapasta capovolto con dentro un premietto è capace di sedersi e guardare il proprietario scodinzolando chiedendo di prendere il cibo per darglielo in bocca!

 

Attivazione mentale (o Problem Solving)

E’ un metodo per stimolare la mente del cane. Sono giochi che stimolano l’intelligenza dando al cane sicurezza di sè e apertura mentale e gli forniscono anche competenze in ambito di problem solving.

La soluzione deve essere trovata autonomamente dal cane, senza aiuti. Questo aumenta l’autostima del cane che impara a risolvere da soli gli esercizi provando e riprovando.

Gli esercizi hanno crescente difficoltà. In modo da non essere stressanti per il cane, vengono proposti proporzionalmente al suo modo di porsi verso questi esercizi, se non ha mai lavorato di mente si inizia da zero, se ha già fatto esercizi da più in avanti e cosi via.

L’attività mentale consuma 10 volte energie rispetto a quella fisica.

Mai lasciare il cane da solo quando esegue questa attività. Viceversa bisogna lasciare che sia lui da solo a risolvere l’esercizio senza dargli suggerimenti o comandi di ricerca.

Al cane deve essere dato un esercizio proporzionale alle sue possibilità per non mandarlo in stress, perchè deve terminare la sessione sempre in positivo, con un successo.

Educazione Cinofila Palermo ASD ha tra i suoi collaboratori educatori cinofili csen certificati Problem Solving Practitioner cioè praticanti dell’attivazione mentale, che effettuano formazione obbligatoria continua per l’utilizzo di queste tecniche. Se vuoi anche tu diventare un Problem Solving Practitioner scrivici o cerca nella pagina eventi il prossimo corso di formazione per Problem Solving Practitioner.

 

 

 

 

 

 

 

 

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I bisogni del cane

La piramide dei bisogni di Maslow disegnata per gli uomini viene adattata ai bisogni del cane raggruppando in un unico livello i bisogni fisici e di sicurezza così mentre la piramide per l’uomo ha 5 livelli, quella per il cane ne ha 4.

I livelli per l’uomo sono:

  • liv 1: bisogni fisici (fame, sete, sonno)
  • liv 2: bisogni di sicurezza (protezione)
  • liv 3: bisogni sociali (di appartenenza, amore)
  • liv 4: bisogni di stima (riconoscimento sociale)
  • liv 5: bisogni di autorealizzazione (sviluppo e autostima)

I livelli per il cane sono:

  • liv 1: bisogni fisici (fame, sete, sonno) e bisogni di sicurezza (protezione)
  • liv 2: bisogni sociali (di appartenenza, amore)
  • liv 3: bisogni di stima (riconoscimento sociale)
  • liv 4: bisogni di autorealizzazione (sviluppo e autostima)

Ci si trova in uno stato di benessere quando si possono soddisfare regolarmente i bisogni.

Perchè nasca il desiderio di soddisfare quelli di livello più alto è necessario che siano stati soddisfatti prima quelli di livello inferiore.

Ogni comportamento anche quando sembra insensato è motivato dal tentativo di soddisfare uno o più bisogni.

Liv 1: bisogni fisiologici: se il cane non soddisfa questi bisogni si trova in uno stato di urgenza. Le attività capaci di soddisfare i bisogni sono:

  • attività alimentare per il bisogno di fame e sete
  • attività locomotoria, ludica per il bisogno di movimento
  • attività intellettuale, ludica per il bisogno di superare una paura o insicurezza

 

 

L‘attività intellettuale è 10 volte più faticosa di quella fisica.

Per l’attività locomotoria ludica il cane deve uscire, conoscere posti nuovi, e nuovi individui, socializzare.

Per l’attività alimentare al cane il cibo non deve essere servito solo in ciotola ma anche usato per giochi di attivazione mentale, per rinforzi addestrativi e per la ricerca olfattiva.

Liv 1: bisogni di sicurezza: si soddisfano dando:

  • prevedibilità negli orari (pappa e uscite)
  • chiarezza e coerenza nella comunicazione (usare sempre le stesse parole per lo stesso messaggio)

Liv 2: bisogni di appartenenza e Liv 3: bisogni di stima e accreditamento: si soddisfano:

  • condividendo esperienze con il cane
  • dedicando tempo alle cure parentali
  • imparando a conoscere i segnali e a rispettare la comunicazione tra i corpi
  • dando competenze al cane
  • essendo collaborativi attraverso i giochi

Liv 4: bisogni di autorealizzazione: si soddisfano:

  • facendo cose che piacciono al cane (vedi motivazioni)
  • facendo cose che si discostano dalla routine fornendo stimoli e varietà cognitive (passeggiate in luoghi diversi, insegnare tricks, sport cinofili)

 

Piramide_maslow

 

 

 

 

 

 

 

 

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