Addestramento di base

Addestrare vuol dire rendere destro ovvero rendere capace, significa dare al cane delle competenze nuove e insegnargli nuovi comportamenti allo scopo di renderlo più capace di affrontare la vita sociale che si trova ad affrontare in compagnia dell’uomo e che a differenza di quella che avevano i suoi antenati lupi liberi di vivere nella natura selvaggia, ha delle regole diverse che è bene rispettare per non causare problemi. Un cane educato è sempre amato da tutti.

Partiamo dal presupposto che un cane sa già fare dei comportamenti, seduto, terra, resta etc, solo che non sa che noi li chiamiamo così, con queste parole, quindi se le usassimo per chiedergli il comportamento otterremmo una faccia a punto interrogativo, giustamente, non capendo il cane cosa vogliamo da lui.

Il comportamento al cane si può insegnare in diversi modi, i più importanti sono:

  • louring, ovvero in stimolo, cioè con il bocconcino davanti al naso allo scopo di far si che lui segua il movimento della mano e guidato in tal modo compia il comportamento richiesto e sia quindi premiato;
  • shaping, ovvero modellamento, cioè senza bocconcino davanti al naso, si aspetta con pazienza che il cane presenti spontaneamente il comportamento richiesto o un qualunque altro comportamento che si avvicina a quello richiesto e che verrà perciò premiato, modellando così il comportamento premiando man mano i comportamenti che si avvicinano sempre di più a quello richiesto;

 

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In entrambi i casi è importante essere precisi nella comunicazione con il cane, e quindi è importante usare il clicker che è uno strumento che facilita e velocizza l’apprendimento del cane poichè gli indica con il suo suono netto il momento esatto in cui sta compiendo il comportamento che verrà premiato dal bocconcino che segue subito dopo, in tal modo il cane saprà qual’è il comportamento da riproporre.

Il target è un oggetto che viene usato per dare al cane un riferimento ottico o fisico di un punto in cui deve posizionarsi, o raggiungere, o toccare, insomma con cui deve interagire. Questo può essere un tappetino per indicare al cane che deve stare seduto li sopra, o la mano o una bacchetta come il target stick, bacchetta che viene usata per l’addestramento per indicare il target a distanza poichè è allungabile, o un cesto in cui dobbiamo insegnare al cane a riporre gli oggetti e così via.

Le fasi

Le fasi principali dell’addestramento sono:

l’esecuzione del comportamento che vogliamo insegnargli:

  • esecuzione del comportamento, con premio a rapporto fisso, 1:1, si premia ogni volta che il cane compie correttamente l’azione;
  • esecuzione del comportamento, con premio a rapporto fisso, 1:2 (oppure 1:3 etc), si premia una volta si e una no (oppure una si e due no) delle volte in cui il cane compie correttamente l’azione;
  • esecuzione del comportamento, con premio a rapporto variabile, si premia in rapporto casuale, e il rapporto con cui si premia varia all’interno della stessa sessione (esempio una volta premio, poi due no, poi due si, poi una no, poi tre si etc);

una volta acquisito il comportamento dobbiamo rafforzare la concentrazione del cane ad eseguirlo in presenza di stimoli esterni, si esegue così la:

  • generalizzazione, ovvero si fa eseguire al cane il comportamento in condizioni diverse, posti diversi, con e senza guinzaglio, mentre il borsino con i bocconi sta sul tavolo, o sulla nostra cinta, o con cibo di tipo diverso per ogni sessione etc.
  • distrazione, si inserisce durante l’esecuzione del comportamento una sequenza di elementi che possono indurre il cane a distrarsi, come suoni, persone che camminano, altri animali in giro etc

 

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una volta acquisito il comportamento anche in condizione di distrazioni (il cane riesce ad eseguirlo in modo cosciente e concentrato), si inserisce il segnale, che può essere visivo (gestuale) o uditivo (verbale) o entrambi:

  • all’inizio si ripete il nome del segnale che si intende usare per quel comportamento mentre il cane lo esegue;
  • in seguito si ripete il segnale un po in anticipo rispetto al momento in cui il cane esegue, ovvero quando sta per eseguire il comportamento;
  • alla fine si richiede al cane di eseguire il comportamento pronunciando il segnale verbale in anticipo, se il cane esegue si premia, se non esegue si aiuta con gli help, o aiuti, che sono i gesti che sono stati eseguiti per portare il cane a compiere il comportamento, così per associazioni successive e per anticipazione il cane esegue il comportamento perchè sa che con quel gesto intendiamo chiedergli quel comportamento, e successivamente fa un’associazione di secondo livello tra il segnale verbale e il gestuale dato che ogni volta che pronunciamo il verbale poi lo facciamo seguire dal gestuale (che lui conosce, e sa cosa vuol dire) e quindi infine arriverà ad eseguire il comportamento solo pronunciando il segnale verbale grazie all’associazione tra gli stimoli (condizionamento classico);

la fase finale e più importante è il mantenimento, infatti anche quando un comportamento è appreso questo può deteriorarsi se non viene mantenuto, così periodicamente riproporremo questo esercizio al cane per mantenerlo fresco in memoria.

Nel caso particolare del resta si distinguono inoltre tre variabili da considerare per insegnare al cane a restare:

  • tempo: insegnare al cane a restare prima per due sec, e poi click e premio, poi in un’altra sessione per 4 sec e click e premio, poi via via sempre per più tempo, in tutte queste fasi noi non ci dobbiamo muovere dalla nostra posizione;
  • distanza: insegnato al cane a restare per un certo tempo, per esempio un minuto, possiamo lavorare sulla variabile distanza ovvero diamo il resta al cane e iniziamo ad allontanarci, inizialmente faremo solo un passo con una rotazione di busto prima di un quarto, e poi in sessione successiva di mezzo busto in modo da dare le spalle al cane per un passo intero e poi tornare e click e premio, poi aumenteremo pian piano nelle sessioni successive la distanza sempre di più, cliccando e premiando solo quando saremo tornati in posizione davanti al cane;
  • vista: l’ultima e più difficile variabile con cui ci resta da lavorare è la variabile vista, questa implica che dobbiamo insegnare al cane a restare anche quando il conduttore va fuori vista, esempio svolta un angolo o si chiude una porta dietro di se, procederemo una volta che il cane ha imparato a restare per una certa distanza esempio 10 metri a mettere in resta il cane, e allontanarci da lui di quella stessa distanza e non di più a cui è stato abituato, a quella distanza svoltiamo un angolo o ci chiudiamo dietro una porta in modo da non essere più a vista del cane e dopo un sec ritorniamo a vista e ritorniamo indietro da lui e click e premio come prima, bisogna fare in modo poi che nelle sessioni successive questo tempo venga via via aumentato, da 2 sec a 4 sec etc, mai più di 2 sec per volta da una sessione alla successiva;

N. B.: il rinforzo a rapporto variabile incentiva il cane di più di quello a rapporto fisso poichè la prevedibilità del premio nel rapporto fisso crea monotonia nell’esercizio e poca voglia di collaborare nel cane che si stanca presto, mentre il rapporto variabile stimola il cane a riproporre il comportamento nella speranza di trovarsi nella volta buona in cui verrà premiato (è il concetto della slot machine);

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Addestramento a rinforzo positivo

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Saetta target zampa in shaping

 

 

Saetta terra in shaping

 

 

Saetta muso (tocca con muso) segnale variabile

 

 

Saetta terra resta 2 sec

 

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I segnali calmanti

I segnali calmanti servono a manifestare uno stato emotivo.

Sono segnali inviati dal cane sia agli altri cani per dire “vengo in pace, non devi temermi, non cerco guerra, sii pacifico anche tu”, sia verso se stessi per dire “calmati, va tutto bene, c’è la puoi fare”.

I cani di tutto il mondo usano gli stessi segnali.

leccarsi il naso: nasce dal ricordo del cucciolo che lecca le labbra degli adulti per attivarne il rigurgito. Si usa spesso tra sconosciuti. Con l’uomo capita quando: ci si china su di lui, lo si sgrida, lo si abbraccia, è accarezzato sulla testa, ha timore di qualcosa o qualcuno;

sbadigliare: fuori contesto è calmante per se stesso è per gli altri, lo si può fare al cane per calmarlo se è agitato;

grattarsi: fuori contesto (cioè se non ha realmente prurito) è uno scarico di stress accumulato;

scrollarsi: serve per scaricare uno stress accumulato come tensione corporea (carezze da uno sconosciuto, gioco irruenti, etc..);

inchino (statico): se dinamico è un invito al gioco ed è seguito da saltellamenti e corse, mentre se è statico (posizione mantenuta) è un segnale di calma, usato verso cani sconosciuti per chiedere amicizia quando sono nervosi o timidi. Può essere usato anche per chieder spazio;

mettersi in mezzo: il cane si mette tra due o più individui che sono troppo vicini (abbracciati, ballano, litigano) perché li crede in conflitto e fa una barriera, lo fa anche con i cani quando giocano in modo irruento;

mettersi a terra: è un segnale usato dai più anziani per calmare una situazione di agitazione scatenata dai giovani deferenti che fanno caos;

immobilizzarsi: indica che il cane non vuole né offendere né difendere, usato verso cani che si avvicinano troppo velocemente o che annusano il corpo dappertutto e verso uomini che lo sgridano e intimoriscono;

camminare o muoversi lentamente: tutti i movimenti lenti del cane hanno un potere calmante, si può usare anche da uomo a cane per calmarlo, spesso il cane lo usa ritornando dal padrone che lo chiama irritato;

curvare: camminare procedendo con una traiettoria curva per non arrivare frontale su un altro cane;

annusare a terra: a differenza dell’odorato normale, quando è un segnale calmante si tiene lo sguardo con la coda dell’occhio sulla cosa che ci preoccupa e non sul terreno;

distogliere lo sguardo, voltare la testa e il corpo: fissare lo sguardo è un segno di minaccia e anticipa l’aggressione, il suo opposto è distogliere lo sguardo che può essere rafforzato dallo sbattertele palpebre fino a voltare la testa di lato o offrire la schiena;

altri segnali calmanti:

socchiudere gli occhi, sedersi, voltarsi di spalle, agitare la coda, sbattere le palpebre, schioccare le labbra, alzare una zampa, ignorarsi, fare la pipì.

 

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